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Le Vostre Storie

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Scrive Rossella: Tra pochi giorni compirò 55 anni. Non me li sento, non mi sono mai sentita gli anni che ho. Però stavolta mi sento sulla soglia: ho appena chiuso la mia attività lavorativa, gestivo un asilo nido che ha dovuto chiudere in seguito alla crisi economica; mio marito ha perso il lavoro un anno e mezzo fa e non è riuscito a trovare più nulla se non qualche consulenza (era un dirigente d’azienda) e ormai ha sessant’anni. Stando molto attenti alle spese possiamo vivere fino a quando gli daranno la pensione e quindi non siamo disperati. Però mi chiedo quale sarà la mia vita per i prossimi 10-15 anni. Mio marito, che ha già passato questa fase, progetta ingaggi come velista e mi vuole con lui (anch’io ho un passato da velista), ma non mi piace l’idea di andarmene in giro per il mondo con estranei e, forse, rischiare la vita, sicuramente dovermi adattare a ritmi ed esigenze che non sempre mi piaceranno. E poi i nostri figli, tutti tra i 21 e i 25 anni, per un motivo o per l’altro hanno ancora bisogno di noi. Mi piacerebbe realizzare un vecchio progetto di scrivere un libro, perché scrivere è sempre stata una componente della mia vita, ma non voglio ingrossare la schiera degli aspiranti scrittori senza talento. Forse lo farò solo per me, ma … è un momento di grandi interrogativi. Lo so, qualcuno dirà: ma come, puoi permetterti di non lavorare e ti lamenti; fai volontariato (lo farò), dedicati a tuo marito… Ecco, ho la sensazione che sia un momento di cambiamento anche di coppia, adesso che non ci sono più i ritmi professionali: io vorrei fermarmi un po’, lui vuole andare.  In foto: “Sulla soglia”, scatto di Mariarosa Lombardi.

4 Commenti

  • Pazienza un attimo.Basta trovare la nuova misura…e poi sarà un bel seguire la strada insieme.
    Esperimentato noi ,GIURO, 10 anni fa. CiaoBBBelli,un augurio buono col cuore.

    • Grazie dell’incoraggiamento. Non è facile: da una parte vorrei, finalmente, prendermi i miei spazi, fare le cose che sogno di fare da tempo (anche visitare città e musei, andare al cinema, leggere, scrivere); dall’altra, mi piace stare con mio marito, abbiamo sempre condiviso tutto, ma lui pensa solo ad andare via, ad andare per mare. Così, da una parte mi dico “hai diritto di prenderti i tuoi spazi”, dall’altra mi sento in colpa perché non lo assecondo. Anche stamattina mi ha proposto di partire lunedì (oggi è sabato!) per una settimana in barca con un neozelandese che cerca un equipaggio dalla Costa Azzurra all’Italia. Lui è così, è sempre stato un tipo che non si spaventa davanti a niente e che prende le decisioni (queste decisioni) in 5 minuti, ma ultimamente mi sembra un po’ troppo. Capisco anche il suo punto di vista, ma percepisco la sua paura di annoiarsi, di avere tempo per pensare che non ha più un lavoro, che nessuno lo vuole più. E’ questo che mi preoccupa di più. Spero che sia vero che si trova un equilibrio.
      Voi come avete fatto? Un saluto carissimo.

  • Gentile Rossella
    trovo molte analogie tra la condizione da lei descritta e la mia.
    Peraltro siamo coetanee.
    Io il libro l’ho scritto ed auto pubblicato ed inizierò a cercare un editore. Lo so è una strada fortemente in salita ma oggi mi sento di provarci e mi auguro che possa fare altrettanto anche lei

    Cordialmente
    Giuliana

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