aspettative-imprese—header
immagine-senior-header
silver-value
2017-09-12-generazioni-a-confronto—banner-header_2
Ricerche

Salute e felicità dopo i 50

Attività fisica, volontariato e mente impegnate: queste le chiavi per una salute migliore.  La ricerca del CEIS Tor Vergata.

Investire di più sulla spesa sanitaria, incoraggiare l’attività fisica e il fare volontariato, tenere la mente impegnata da studio e lavoro. Queste sono alcune delle indicazioni da seguire per una salute che migliori se si è afflitti da malattie ricerca ceis-3croniche e per mantenere sane le funzionalità fisiche e mentali. Lo confermano i risultati del Rapporto elaborato dal team di ricerca del CEIS Tor Vergata con la Fondazione Angelini, coordinato da Leonardo Becchetti, Professore di Economia Politica all’Università di Roma Tor Vergata, che sono stati presentati il 4 febbraio a Roma a Palazzo Giustiniani.

La ricerca è stata effettuata su un campione di 100.000 over 50 di 19 paesi europei e sono tanti i fattori emersi.

Il primo riguarda la spesa sanitaria: secondo la ricerca, infatti, un punto in più di spesa sanitaria sul PIL produce nella popolazione over 50 una riduzione dello 0,1% del numero medio di malattie croniche della popolazione. Nello studio si affrontano poi stili e modi di vita e, dai dati, emerge come sovrappeso e inattività fisica siano due fattori negativi sulla variazione delle malattie croniche nella popolazione. Al contrario, l’attività di volontariato e, più in generale una buona qualità della vita di relazioni affettive, migliora le funzionalità e riduce le patologie, tra cui anche la probabilità di contrarre tumori con effetti di risparmio considerevoli per il sistema sanitario.

Dato curioso è il ruolo dello studio. La ricerca evidenzia, infatti, come le persone con livelli più elevati di istruzione abbiano migliori funzionalità fisiche e mentali e si ammalino meno di quasi tutte le patologie (eccetto i tumori). Il lavoro indica altresì che ciò dipende sia dall’adozione di stili di vita più sani, sia dalla capacità di utilizzare meglio l’informazione medica ricevuta.

Commenta