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Salute

Avere 100 anni…

…e non sentirli nel fisico e nella mente.

In questi giorni i telegiornali hanno diffuso la notizia che un’arzilla signora sudafricana, Georgina Harwood, ha voluto festeggiare i suoi 100 anni lanciandosi con il paracadute sui cieli di Città del Capo, in compagnia del suo Georgina paracaduteistruttore di volo. All’atterraggio ha festeggiato stappando una bottiglia di vino con una quindicina di familiari, tra figli, nipoti e bisnipoti, che l’attendevano al suolo. Per nulla spaventata, la signora Georgina ha raccontato di essersi già cimentata in passato altre due volte in questo sport. Il suo primo lancio col paracadute lo ha compiuto all’età di 92 anni. Ma le sue imprese non sono finite qui. Georgina ha annunciato che intende immergersi nell’oceano per osservare da vicino gli squali, ovviamente in una gabbia speciale.

La notizia, che per qualcuno potrebbe avere dell’incredibile, mi offre l’occasione per alcuni commenti.

Un primo commento è che non si è mai troppo vecchi per “desiderare” … Il desiderio è probabilmente il succo della vita e continuare a desiderare aiuta a mantenersi giovani nello spirito. Tale principio dovrebbe sempre essere tenuto a mente quando noi senior ci rapportiamo con i nostri genitori ed i parenti più anziani: è infatti sbagliato limitarne le aspirazioni ed i desideri più intimi, purché, ovviamente, realizzabili.

Un secondo commento è che la volontà e la determinazione nel superare le difficoltà della vita permettono di invecchiare bene. Non so se la signora Georgina abbia mai dovuto affrontare situazioni critiche nella sua vita, anche se posso ragionevolmente ritenere di sì, vista appunto la sua longevità, e visto il fatto che non vi era a terra un compagno ad attenderla. E probabilmente le ha saputo affrontare con il giusto spirito, con una giusta “resilienza”. La “resilienza” (termine che esprime la capacità di affrontare e superare le difficoltà della vita, di qualsiasi tipo, a qualsiasi età) è stata oggetto di numerosi studi scientifici che hanno accertato quanto la capacità di reazione ed adattamento agli eventi stressanti della vita, oltre che la salute fisica, giochi un ruolo fondamentale nell’invecchiamento.

Un terzo commento riguarda la famiglia: numerosi studi hanno dimostrato che avere relazioni sentimentali positive (avere un partner stabile ed una famiglia presente) permettono di vivere più a lungo e meglio. La vicinanza di persone care, com’è noto, è una sorta di cordone protettivo, perché la solitudine è la peggior nemica dell’anziano. Ciò è da tenere in conto nelle fasce di età comprese tra i 55 e i 70 anni, quando si coltivano le proprie relazioni sociali in vista della fase di vita successiva. Negli anni scorsi mi è capitato di leggere su riviste di medicina specializzate che, anche nelle fasi più avanzate della demenza (che da taluni è –erroneamente- vista come una condizione di totale assenza di relazioni sociali e sentimentali), le persone che ricevono affetto, anche sotto forma di contatti fisici e carezze vivono più a lungo.

Infine la dieta. Stando alle immagini in TV la signora Georgina era in ottima forma fisica. Conosciamo bene, grazie alla letteratura scientifica, l’importanza di un’alimentazione equilibrata, che copra il fabbisogno di tutti i nutrienti indispensabili (proteine, grassi e carboidrati ma anche, e soprattutto, vitamine e minerali) senza esagerare con le calorie. Sul piano qualitativo i nutrienti che più frequentemente scarseggiano nella dieta degli occidentali sono i minerali come calcio, ferro e zinco, ed alcune vitamine (A, E, D, Folati, B1, B2 e C), che possono essere integrati mediante alimenti ricchi di vitamine e minerali come frutta, verdura ed oli vegetali (ad esclusione di quelli tropicali). Alcune vitamine ed in particolare la E, o tocoferolo, hanno dimostrato proprietà antiossidanti e possono, secondo alcuni, rallentare alcuni processi dell’invecchiamento. Ancora, un buon apporto di calcio e vitamina D è importante anche per prevenire l’osteoporosi. Sono di questi giorni due studi, pubblicati su prestigiose riviste statunitensi (JAMA Internal medicine e JAMA) che mostrano rispettivamente come il consumo di noci e noccioline americane aumenti la probabilità di sopravvivenza e come una dieta ricca di vegetali prevenga la mortalità per cancro del colon retto. È inoltre in corso di pubblicazione, sempre su JAMA, uno studio che ha dimostrato l’utilità di una supplementazione della dieta a base di folati per la prevenzione dell’ictus.

Un ultima considerazione riguarda l’attività fisica. Già nel precedente articolo pubblicato in questo sito mi ero soffermato sull’importanza di un’attività fisica costante. La signora Georgina ne rappresenta in qualche modo il testimonial più efficace: praticare sport è possibile e salutare a tutte le età!

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