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Il mito della giovinezza

Un articolo della serie “Appassire con stile”.   Da sempre l’uomo è stato affascinato dalla giovinezza, sinonimo di fertilità, di vitalità e di bellezza. Le antichissime statuette di terracotta denominate Veneri del Paleolitico sono un inno alla fertilità e alla bellezza secondo i canoni di quei tempi lontanissimi. Le statue greche e romane rappresentano la bellezza della giovinezza secondo i canoni classici che perdurano ancora oggi.

affresco fontana della giovinezza copia

affresco “Fontana della giovinezza” al Castello della Manta (CN)

Nel Medioevo la Fontana della Giovinezza prometteva a tutti i vecchi: re, nobili, contadini e uomini e donne di tutti i ceti , di riconquistare la giovinezza, e con essa la vitalità, se immersi nelle sue acque.

La nostra epoca vede nella giovinezza l’età privilegiata dell’uomo e ne ha fatto un mito: i giovani sono biologicamente forti, economicamente produttivi ed esteticamente belli. Basta guardare la televisione e la pubblicità per vedere giovani belli e felici che si muovono in mondi rarefatti e idealizzati.

Tuttavia i filosofi ci dicono che il mito della giovinezza è sostenuto da idee malate delle quali si fregia la cultura occidentale: si tratta in particolare di tre fattori: quello biologico, in base al quale i giovani sono forti e fertili; quello economico in base al quale sono lavoratori produttivi e quello estetico che li vede freschi belli e giovani. Fin qui nulla di male se non fosse che questi fattori base del mito della giovinezza sono divenuti talmente importanti nella nostra cultura da oscurare tutti gli altri valori, relegando nell’insignificanza e nella tristezza le altre età della vita e in particolare la terza età e oltre, per la quale la giovinezza è ormai un ricordo.

Ecco allora che il mito della giovinezza, già di per sé fondato su idee malate, genera altre idee malate: parlo del lifting e della chirurgia estetica che promettono un’illusoria giovinezza facendo apparire giovani e degni di attenzione anche i senior.

James Hillman, grande psicologo e filosofo che si è occupato dei senior, raccomanda a questi ultimi di fare il lifting non alla faccia, ma alle idee malate con le quali vedono se stessi e la società e una di queste è, naturalmente, il mito della giovinezza. Ci vuole coraggio per esporre la propria faccia che invecchia e che, giocoforza, esprime anche il nostro carattere. “Non mi togliere nemmeno una ruga, le ho pagate tutte care”, pare abbia detto una volta Anna Magnani, grande attrice del neorealismo italiano, al suo truccatore. Questa battuta mitica dimostra carattere : ci vuole infatti coraggio per esporre la propria faccia nel naturale declino, che svela anche l’intensità della propria anima.

I capi tribali, i rabbini, i vescovi, i dogi, i re riscuotevano il rispetto della collettività in virtù della presenza di carattere, visibile sulla faccia. In questo senso la faccia dei vecchi è un bene per il gruppo ed è un dovere sociale, per i senior, mostrare la propria faccia, esporsi .

Chi possiamo guardare alla televisione, tra le anziane personalità di spicco, e sentirci toccare nel profondo dell’anima?

1 Commento

  • Io concordo con il fatto che si debba invecchiare naturalmente, certo nel migliore dei modi, non trascurandosi, anzi avrndo mta cura di noi sia dal lato estetico che salutare. Quando guardo in televisione le persone liftate vedo solo delle statue di cera.

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