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Psicologia e longevità

Il sonno

L’insoddisfazione per la qualità del proprio sonno rappresenta una delle problematiche più diffuse tra le persone avanti negli anni. Oltre il 60% degli ultrasessantacinquenni, infatti, riferisce di avere difficoltà a dormire.

Sebbene il sonno sia un’esperienza inevitabile che coinvolge quasi un terzo sonno 2della nostra vita, esso si avvale di complessi e delicatissimi meccanismi che, in talune situazioni, possono incepparsi e diventare meno efficienti tanto da dare origine a vere e proprie patologie.

Con l’avanzare dell’età il sonno tende a diventare più leggero e aumenta il numero di risvegli nel corso della notte. Nonostante l’intera durata del sonno sia di poco inferiore a quella dell’adulto, sono proprio i frequenti e prolungati risvegli che, in associazione con una perdita del sonno profondo, danno la sensazione di un cattivo sonno.

A causa di normali processi di invecchiamento, anche gli orari dedicati al sonno subiscono dei lenti e progressivi cambiamenti. Si tende ad andare a letto un po’ prima, ma anche a risvegliarsi prima, dandoci l’impressione di non essere più in grado di poter continuare a dormire quanto vorremmo.

Diversamente da quanto siamo portati a pensare, tuttavia, i disturbi del sonno non sono strettamente legati all’invecchiamento.

A fronte dei cambiamenti appena elencati, le alterazioni più rilevanti sono associate ad altre condizioni mediche che si possono manifestare nella terza età come i disturbi respiratori e le apnee del sonno, l’ipertensione, il dolore cronico ecc., e i farmaci utilizzati nel loro trattamento. Un’attenzione particolare è ovviamente riservata ai disturbi degenerativi come la malattia di Parkinson e la malattia di Alzheimer che possono compromettere gravemente il sonno.

Un’attenta valutazione delle difficoltà a dormire permette di identificarne le esatte cause e porre in essere le dovute contromisure. Il sonno rappresenta una delle esperienze più importanti della nostra vita e non ci si può arrendere alla rassegnazione. Per questo motivo è necessario prendercene cura parlandone con il proprio medico o contattando un Centro di Medicina del Sonno presente nel proprio territorio.

Questo articolo è stato scritto da Giuliano De Min Tona.  Psicologo, Psicoterapeuta e Dottore di Ricerca, collabora con Lab-I, Servizio e Laboratorio di Ricerca e Formazione in Psicologia dell’Invecchiamento dell’Università degli Studi di Padova. Specialista in terapia cognitivo comportamentale da anni si occupa di diagnosi e trattamento dell’insonnia e dei disturbi del sonno.

 

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