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Psicologia e longevità

Affettività e sessualità dei senior

hope springs

Meryl Streep e Tommy Lee Jones in “Il matrimonio che vorrei”

Falsi miti, tabù e bisogni reali.   Per quanto la società attuale sia pervasa da un’immagine sessuale quasi ossessiva, in cui il sesso è venduto e consumato come qualsiasi altro prodotto, il tema della sessualità nelle persone in là con gli anni rimane un forte tabù. Vi è stupore, che diviene fastidio e repulsione, nell’ammettere che esista una sessualità corporea ricca e naturale oltre una certa età; permane, infatti, l’idea che le attività e i desideri sessuali delle persone, passati i sessanta- settant’anni, siano inesistenti e se manifestati siano espressione di una sessualità deviata. Ecco alcuni dei falsi miti più diffusi sulla sessualità dei senior:

  • A questa età il sesso non ha più importanza;
  • L’interesse per il sesso diventa anormale;
  • I senior non dovrebbero risposarsi dopo la morte del coniuge;
  • Gli anziani dovrebbero essere separati per sesso nelle case di riposo;
  • Nell’età avanzata gli individui non sono sessualmente desiderabili;
  • Nell’età avanzata non si è sessualmente capaci.

Purtroppo, nella nostra società che spesso demonizza anche la vecchiaia e la morte, queste credenze influenzano negativamente la vita sessuale dei senior, creando problemi di mancanza di desiderio, eiaculazione precoce ed impotenza.

Da un punto di vista affettivo invece i senior manifestano un maggior bisogno di contatto e tenerezza. Nel rapporto di coppia, a meno che non vi siano antiche conflittualità, sono più disponibili e tolleranti. L’identità sessuale, si fa più flessibile e consente alle componenti di mascolinità e femminilità che la strutturano un’espressione non condizionata dalla rigidità imposta dai ruoli sociali. Le naturali variazioni nella fisiologia sessuale non rappresentano un declino ma, al contrario, forniscono la possibilità di rapporti più pacati e prolungati che, associandosi alle caratteristiche cognitive e affettive della persona quando invecchia, si traducono in una intimità dove all’efficienza si sostituisce la dolcezza. La possibilità del coito vaginale o il raggiungimento dell’orgasmo, la frequenza e l’intensità dei rapporti sessuali hanno un’importanza relativa rispetto al bisogno di vicinanza, alla necessità di sentirsi desiderati e apprezzati, ai valori relazionali che lo scambio sessuale comporta. Tutte queste caratteristiche consentono di non rassegnarsi passivamente all’età che avanza ma di affrontarla ed elaborarla, per utilizzare al meglio le capacità disponibili e le ricchezze esperienziali accumulate negli anni.

Non è pertanto possibile occuparsi del senior prendendosi cura esclusivamente dei suoi bisogni organici, dimenticando che nutre anche bisogni psicologici e sociali. La salute non è infatti riconducibile a settori specifici del vivere, né può prescindere dai significati soggettivi che gli individui attribuiscono alle proprie esperienze.

Anna Laura Pelizzaro Psicologa Psicoterapeuta e Sessuologa, collabora con Lab-I, il Servizio e Laboratorio di Ricerca e Formazione in Psicologia dell’Invecchiamento dell’Università degli Studi di Padova. Specialista del Ciclo di Vita Adulto e Anziano da anni si occupa del trattamento di psicopatologie della sfera sessuale sia nell’età adulta che nell’invecchiamento.

 

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