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Ricerche

Attratti dal gioco d’azzardo

I risultati di uno studio dell’IFC-CNR sugli over65. Il 42% degli over65 gioca d’azzardo. Il dato, presentato così, fa trasecolare, ma va subito detto che l’azzardo consiste prevalentemente nel puntare su lotterie istantanee, superenalotto e soprattutto gratta e vinci acquistati in tabaccheria. Non immaginatevi quindi code di senior davanti ai casinò, né un’improvvisa passione per il poker, ma solo modesti tentativi di tentar la sorte.

azzardo-e-anzianiIl dato emerge da uno studio, primo in Italia sulle persone avanti nell’età, su “Gioco d’azzardo e stili di vita nella popolazione”, condotto dal CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche – Sezione di epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari dell’Istituto di fisiologia clinica), concentratosi sui 65-84enni della provincia di Bergamo e realizzato su incarico della Asl – Dipartimento dipendenze e osservatorio dipendenze della città lombarda.

Secondo lo studio, la percentuale di giocatori diminuisce con l’avanzare dell’età: si passa dal 48% rilevato tra i 65-69enni al 10% degli over 80, senza particolari differenze di genere.

I giochi praticati sono quelli passivi e a bassa soglia di accesso: gratta & vinci (69,8% dei giocatori) che, oltre ad essere facilmente accessibili-acquistabili in luoghi ed esercizi pubblici, rispondono con la loro ampia gamma di prezzi alle diverse disponibilità economiche delle persone; il tradizionale gioco del lotto-superenalotto (44%), cui fanno seguito i diversi tipi di lotterie istantanee (19%) e il bingo (11%); l’8% circa scommette giocando a carte.

Ma dove si va per giocare ? Sono i bar/tabacchi i luoghi maggiormente frequentati (77% dei giocatori), seguiti da abitazioni private proprie o di amici (11%) e circoli ricreativi (8%).

Ci rende più tranquilli sapere che, secondo l’indagine, per quasi il 41% della popolazione 65-80enne il gioco d’azzardo praticato è di tipo sociale, cioè esente da comportamento a rischio o problematico.

Sostiene Sabrina Molinaro dell’Ifc-Cnr: “Non si riscontrano rilevanti differenze di genere e di età, mentre incidono stato civile e percezione del proprio stato di salute. L’essere celibi/nubili, vedovi o separati comporta una maggiore probabilità di diventare giocatori a rischio o problematici, così come soffrire di depressione, ansia o disturbi di natura nervosa. I giocatori coniugati, in buona salute, in una condizione di vitalità, benessere e positività, hanno minori probabilità di cadere nel gambling patologico”.

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