aspettative-imprese—header
immagine-senior-header
silver-value
2017-09-12-generazioni-a-confronto—banner-header_2
Letti e visti

Gli scaduti

gli-scaduti-205x405

Lidia Ravera, Gli scaduti, Bompiani, 2015

In un futuro immaginario, una Rivoluzione pacifica mette fine all’epoca del Grande Disordine, quando i sessantenni si ostinavano a occupare posizioni di rilievo, impedendo ai giovani di entrare a pieno titolo nella vita adulta.

Inizia una nuova era, in cui domina il potere del Partito Unico, composto dai trenta/quarantenni, i TQ .

Molti sono gli obblighi e i divieti, necessari per garantire equilibrio e serenità: le donne devono partorire figli entro i venticinque anni, non importa se fecondate dal proprio compagno, o nell’ambito di un incontro occasionale, o ancora tramite fecondazione artificiale. Sono vietate le coppie intergenerazionali, ci si può accoppiare solo tra coetanei.

E’ imposto per legge il ritorno alla natura. E’ obbligatoria una vita sana, è vietato fumare e bere alcolici e fare uso di tutto ciò che artificialmente fa sembrare giovani, dalle creme di bellezza ai lifting.

Le generazioni devono succedersi ordinatamente: fino a venticinque anni ci si riproduce, dai trenta ai quaranta si occupano le posizioni di potere, dai cinquanta in poi ci si prepara per l’Evento finale. Al compimento dei sessant’anni si viene “ritirati”, proprio come si ritirano dal banco del supermercato i prodotti scaduti.

A sessant’anni dunque si lascia tutto: gli affetti, il conto in banca, la casa, qualsiasi oggetto personale che non sia qualche capo di vestiario e un po’ di biancheria. Dove vanno gli scaduti? Non si sa, ma viene fatto intendere che si tratta di un luogo felice, dove poter finalmente godere il meritato riposo: gli uomini con gli uomini e le donne con le donne, le coppie, infatti, non hanno più ragione di esistere, avendo esaurito il compito biologico della procreazione.

Umberto e Elisabetta fanno parte della prima generazione di scaduti. Sono una coppia solida, colti e realizzati nella professione, hanno occupato posizioni di prestigio nella società produttiva. Il loro unico figlio, Matteo, è il prodotto del nuovo mondo, nella cui ideologia crede ciecamente, tanto da essere un rampante uomo di fiducia del Lìder Maximo.

Appena compiuti sessant’anni, Umberto se ne va verso l’ignoto, accompagnato, come si conviene, da una cerimonia di commiato, che culmina nel discorso del figlio Matteo. Elisabetta, dal canto suo, si prepara a vivere i quattro anni che le rimangono prima della sua stessa data di scadenza.

Tutto fila davvero in maniera così pacata e ordinata? Non proprio: la generazione del “vietato vietare”, che ha imparato a dubitare e a contestare negli anni della giovinezza, si adatta solo apparentemente al nuovo corso. Partirà proprio da Elisabetta un moto di ribellione che incrinerà le certezze e contrapporrà l’amore alla fredda logica del Nuovo Ordine.

Lidia Ravera è al suo trentesimo libro. Ha iniziato nel 1967, narrandoci di rivoluzione e di amore, con la coppia di Rocco e Antonia, i protagonisti di Porci con le ali. Negli anni, libro dopo libro, ci ha raccontato la nostra storia man mano che la vivevamo, con un occhio sempre lucido e affettuoso nei confronti di una generazione di uomini e donne che “sono stati ragazzi quando essere ragazzi era un fattore identitario forte, trasgressivo e battagliero” (Pag. 2).

Oggi è di nuovo una coppia la protagonista, e ancora si parla di rivoluzione e di amore, della “forza dirompente dell’amore, che diventa rivoluzionario. Tutto l’amore, persino quello coniugale” (video)

Commenta