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Senior nel mondo

Kato San e i senior in Giappone

Osservatorio Senior, attraverso gli occhi e la penna di Julio Gonzalez, inizia a girare il mondo per raccontare storie di protagonisti e i loro contesti, per capire il significato del ‘diventare senior’ nei diversi angoli del globo. Cosa hanno in comune i baby boomer nei vari paesi del mondo?  A quale età ci si può definire senior in ciascun paese? Cosa significa essere senior in un paese emergente? Come stanno definendo i ruoli a cui potranno accedere le persone con maggiore anzianità nei paesi asiatici? Perche gli americani pensano di poter avere due o tre “carriere” diverse anche dopo i 55 anni ? Perchè le famiglie giapponesi vanno in crisi quando i mariti smettono di lavorare? Perchè i latinoamericani chiamano le persone ‘Don’ e ‘Dona’ con l’avanzare dell’età , aldilà della loro posizione sociale? 

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uomo senior in Giappone

Iniziamo dal Giappone e dalla storia di Kato San.

Kato San rimanda la sua partenza per Kanazawa a causa di una nuova legge …

Nella primavera del 2013 Kato San avrebbe compiuto 60 anni. Contrariamente alle sue aspettative aveva però dovuto firmare un nuovo contratto di lavoro con la sua azienda per un anno aggiuntivo, prima di poter ricevere il super atteso assegno che doveva sancire la sua uscita dal mondo del lavoro. L’età per andare in pensione era infatti slittata per legge di un anno ! E così erano slittati anche i suoi piani di ritornare nella sua Kanazawa, nella prefettura di Ishikawa, per lavorare coi fratelli maggiori nella piccola azienda di famiglia.

Come ci si può immaginare, la decisione non gli aveva fatto molto piacere, ma questo cambiamento nei suoi piani, era parte di un più ampio progetto che il governo giapponese aveva lanciato per spostare gradualmente l’età della pensione dai 60 ai 65 anni.

La novità stava creando molte reazioni negative tra i pensionandi e tra le aziende. Queste ultime infatti erano costrette per legge a gestire il passaggio verso la nuova età della pensione . Le Aziende private avrebbero dovuto per legge mantenere in forza i sessantenni, stipulando con loro un nuovo contratto di lavoro che avrebbe dovuto coprire gli anni che mancavano a ciascuno per andare in pensione con le nuove regole. I dipendenti, dal canto loro, non solo vedevano allungarsi forzatamente la loro vita lavorativa, ma dovevano anche accettare una riduzione del salario! Quello che il governo giapponese stava lanciando era un vero New Deal attraverso la Elderly Employment Stabilization Law (Legge Per Stabilizzare L’impiego Delle Persone Più Anziane).

Oggi, passati due anni, Kato San è formalmente in pensione, è riuscito a coronare il suo sogno di raggiungere Kanazawa e si gode l’attività coi fratelli, facendo nel tempo libero la guida volontaria per i turisti sulle Alpi Giapponesi che circondano la sua bella città.

Nonostante la popolazione stia invecchiando in tutto il mondo, il Giappone è tra i paesi record con i suoi 83 anni di vita media. A questo si aggiunge che il paese ha uno dei tassi di natalità piu bassi del mondo (1,4 bambini per donna) e livelli di immigrazione molto bassi.

Questa situazione fa sì che quella giapponese sia una popolazione sempre più anziana, senza tasso di sostituzione significativo e, secondo le statistiche, in decrescita. Nel 2013, circa il 24% della popolazione era di età superiore ai 65 anni e si prevede che nel 2035 i due terzi delle persone avranno più di 65 anni. In questo contesto, si é reso necessario potenziare e proteggere le competenze della popolazione. La Elderly Employment Stabilization Law si é proposta di raggiungere questo obiettivo.

Con la nuova legge il governo giapponese ha sancito che l’età della pensione passerà per tutti dai 60 ai 65 anni nel 2021 e che questo innalzamento avverrà gradualmente; per evitare la mancata copertura delle pensioni nel periodo di transizione, il governo giapponese ha reso obbligatorio per le aziende garantire l’occupazione degli over 60 per accompagnarli fino all’età della pensione. In cambio i dipendenti dovranno accettare di continuare a svolgere lo stesso lavoro (o qualcosa di simile) con una riduzione dello stipendio.

Anche se l’implementazione di questa nuova legge continua a originare dibattiti tra le parti sociali, il nuovo contesto sta stimolando il riesame nelle organizzazioni dei sistemi di gestione del personale. La definizione dei salari, i sistemi di previdenza, la concezione e strumentazione di piani di sviluppo e il miglioramento della capacità professionale, lo sviluppo di nuove categorie di lavoro, e anche il miglioramento dell’ambiente di lavoro vanno riesaminati ora alla luce della nuova realtà.

2 Commenti

  • Articolo molto interessante! Con poche righe si hanno informazioni precise e concrete su cosa sta succedendo in Giappone agli over 55, con uno stile chiaro ed efficace.
    Mi è da stimolo per curiosare tra le altre pagine del sito.

  • Sì davvero interessante avere una panoramica internazionale sul trattamento delle pensioni! Tematica che coinvolgerà – in un futuro non lontano – una fetta sempre più larga della popolazione.
    Forse qualche soluzione adottata da altri Paesi può esserci utile per trovare strade meno punitive per chi ha lavorato una vita (e pagato molte tasse!) e che all’improvviso vede allontanarsi in modo sconsolante il momento in cui potrà avere del tempo libero da dedicare alla famiglia, alle relazioni amicali o alle proprie passioni.
    Sarebbe interessante leggere anche di come nelle diverse culture si affronta dal punto di vista psicologico l’uscita dal mondo del lavoro. Penso che il ritiro dalla vita professionale abbia implicazioni che trascendono il mero aspetto economico. Che il discorso della perdita o della trasmissione delle competenze, ad esempio, sia importante nel contesto di una politica tesa a garantire l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro…

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