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Le Vostre Storie

Creativi si nasce…

La storia di: Danila

borse Danila

Nella foto inviata da Danila, due borse frutto della sua creatività

Sono Danila, ho 60 anni. La mia vita si svolge in campagna, con mio marito, mia figlia che vive vicino a noi, mio figlio che viene spesso, due cani. Non possediamo nessun televisore e viviamo una vita scandita dai ritmi naturali, in mezzo alla natura, dove conservo il mio spirito ribelle indenne dalle consuetudini dei mass-media e dove le mie idee sono libere di fiorire, impazienti di realizzarsi.
Mio padre ha lavorato in giro per il mondo ed io sono nata in Brasile, poi sono vissuta in Somalia, dove i miei possedevano una coltivazione di banane. Vivevo una vita libera, in mezzo a scimmie, tartarughe, caprette. Andavo a caccia di rospi per giocarci e lì, a 4 anni, ho ideato il mio primo capo d’abbigliamento: 2 buchi nella stoffa per le zampe anteriori del rospo di turno e via in tasca, sperando che il rospo si trasformasse in principe per avere un compagno di giochi in più, oltre a mio fratello. Al rientro in Italia non ho potuto frequentare il Liceo Artistico, come tanto desideravo, e neppure iscrivermi ad una scuola per Stilisti a Torino, perché troppo lontani dalla cittadina dove abito. Per fortuna mia madre mi iscrisse ad una scuola locale di taglio e cucito che frequentai per due anni. Poi ho lavorato come segretaria nella Ditta di mio padre, ma sapevo con certezza che non era il genere di lavoro adatto a me.
A 20 anni mi sono sposata e ho vissuto in giro per l’Italia con mio marito che era nella Marina Militare. Rientrati in Piemonte, mio marito ha cambiato mestiere, ed io mi sono occupata della casa e dei due figli che nel frattempo erano nati.
Naturalmente cucivo i loro abiti, i miei, di mio marito e tutto ciò che serviva in casa. La passione mi ha portato a provare, sperimentare nuovi modelli e nuovi capi d’abbigliamento. Sono stata un’antesignana: quando ancora non c’era la moda del vintage amavo cercare, sulle bancarelle dei mercatini, vecchi bottoni, cinture che riutilizzavo in maniera creativa e stoffe di vari tipi e colori che conservavo in attesa di nuove idee e per nuovi modelli. Scoprivo anche passioni nuove: m’ingegnavo a fare borse, marsupi, ricavandoli da jeans, da vecchi pantaloni di pelle, da stoffe d’arredamento…
Mi piaceva regalare le cose che confezionavo con tanta cura e fantasia, ma anche in casa avevo molte soddisfazioni: ho fatto bellissimi cappotti lunghi per mio figlio, giacconi di finto pelo per mia figlia e pantaloni, maglie, giacche dalle fogge più strane.
Quando i figli sono stati grandi mi sono iscritta a corsi di pittura e scultura, perché anche lì trovavo pane per i miei denti e mai mi stancavo di usare materiali nuovi per dare forma alla mia creatività. L’arte mi regalava anche momenti catartici per incanalare le mie paure, le mie inquietudini ….
Oggi, dopo tutto ciò che ho fatto, mi pare sia giunto il tempo di regalare anche ad altri la mia passione per “ creare” e per “fare”. In questo mondo tecnologico e virtuale manca la manualità, non ci sono più gli artigiani, grandi creatori e realizzatori di oggetti belli e unici. Sento che è nostro compito mostrare ai giovani la via per seguire le loro passioni, coltivarle e sviluppare una manualità in grado di realizzare tangibilmente le loro idee.
Per questo lavoro con dei giovani e li seguo per la realizzazione di costumi di personaggi di fumetti giapponesi, che prepariamo per i loro raduni periodici, in varie città d’Italia.
Ma mi appassiona anche lavorare in una Università della Terza Età con delle senior desiderose di imparare a realizzare oggetti di gusto, borse particolari, utilizzando stoffe speciali di recupero o acquistate su bancarelle, ai mercatini o adocchiate in qualche svendita. C’è la stoffa, si crea il modello, svelo dei trucchi di taglio e di cucito ed ecco che nascono bei borsoni da vecchi jeans, borse da pannelli, bustine da vecchie stoffe di gonne antiche… Perfette e ben rifinite: questo è il segreto delle cose belle! E si disfa e si rifà finché occorre…
Mi sento bene anche con loro, gratificata dalla loro gioia, rinfrancata dalla loro stima e felice di partecipare alle loro “creazioni”.

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