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Eventi Longevità

Il segreto della longevità

EXPO2015: news dal Forum Internazionale “Longevity is what we eat, and…?”

Il segreto della longevità è il tema trattato nel corso del Forum Internazionale “Longevity is what we eat, and…?” promosso dalla Regione Marche con il contributo scientifico ed organizzativo di Italia Longeva e in collaborazione con Longevita-in-movimento_h_partbl’IRCCS INRCA (Istituto nazionale per la ricerca e la cura dell’anziano), ed il contributo non condizionato di Yakult, tenutosi lo scorso 10 giugno all’Auditorium di Palazzo Italia di EXPO.

L’identikit del senior del terzo millennio delinea una persona in buona salute, attiva e impegnata nella società civile, testimone della cultura e dell’identità di un popolo, insostituibile risorsa di esperienza e saggezza. Ma come si può raggiungere al meglio la terza e la quarta età? E soprattutto: qual è l’elisir di lunga vita? Il contatto con la natura, una sana alimentazione condita con olio di oliva e annaffiata con un buon bicchiere di vino senza esagerare, l’ attività fisica e particolari condizioni sociali, come i legami con la famiglia e con la società, solidi valori umani e spirituali sono la ricetta per vivere cent’anni. E chi non abita in un contesto che promuove di per sé questi valori e queste abitudini, può almeno sforzarsi di mutuarli e di riprodurli nella propria condizione concreta, perché la longevità è un percorso che si costruisce giorno per giorno. Basti pensare che i fattori genetici incidono solo in minima parte sulle concrete chance di ciascuno di vivere a lungo.

Il dato genetico – dichiara infatti il prof. Roberto Bernabei, presidente di Italia Longeva – incide fra il 20 e il 25% sulla speranza di vita di ciascuno di noi. Ciò significa che quel che fa la differenza sono le abitudini di vita, dall’alimentazione all’attività fisica: la longevità è quindi una conquista personale”. È evidente allora che la buona sorte gioca un ruolo marginale per la nostra speranza di vita e moltissimo è rimesso alla nostra responsabilità.

Naturalmente il ruolo dell’alimentazione è stato al centro del dibattito che si è svolto fra studiosi di tutto il mondo, con la partecipazione straordinaria di Dan Buettner – giornalista ed esploratore del National Geographic che ha individuato e descritto le regioni del pianeta nelle quali si vive più a lungo, le famose Blue Zones.

Gli studi mostrano chiaramente che il fumo, l’obesità, la felicità e persino la solitudine sono contagiosi”– spiega Dan Buettner –. Il segreto, in fondo, è circondarsi di amici che seguano e ci incoraggino a seguire uno stile di vita salutare, anche dal punto di vista dell’esercizio fisico, infatti, i popoli più longevi del mondo non passano la giornata a sollevare pesi in palestra, non sono maratoneti né assidui frequentatori di circoli sportivi: piuttosto, vivono in un ecosistema familiare, lavorativo, sociale e ambientale che li induce a muoversi in continuazione, senza neanche pensarci. La strategia ottimale per la longevità sembra quindi soprattutto combattere la pigrizia e la tristezza.

1 Commento

  • credo che sia soprattutto un problema culturale,se nel corso degli anni si sono accumulate delle pessime abitudini, diventa difficile in età avanzata modificarle e pensare di vivere secondo regole che possono aiutare a vivere meglio e più a lungo.
    Non si dovrebbe spaccare la vita in fasi ma viverla come un tutt’uno, già sui banchi di scuola bisognerebbe imparare a vivere in modo sano, rispettoso dell’ambiente e della società, si dovrebbe insegnare la partecipazione ai problemi sociali e a condividere con gli altri la propria esistenza.Non è semplice ma il rapporto scuola famiglia dovrebbe essere sempre più stretto e non delegare di volta in volta a uno dei due la formazione dei bambini,dei ragazzi,dei giovani.MENTE SANA IN CORPO SANO, vale sempre da 0 anni a 100 anni.

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