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Letti e visti

Via Ripetta 155

Il decennio che va dal 1968 al 1977 è denso di mutamenti politici e sociali che hanno inciso sulla nostra storia e segnato il percorso di crescita personale di chi lo ha vissuto negli anni della giovinezza.

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Clara Sereni, Via Ripetta 155, Giunti

Via Ripetta 155 è una narrazione autobiografica ed è anche uno spaccato di questo periodo e la generazione dei Senior vi troverà spunti di riflessione e ricordi personali.

Poco più che ventenne, Clara Sereni lascia  una famiglia importante – il padre Emilio è un personaggio di spicco della politica e della cultura –  per andare a vivere da sola e cimentarsi in una esperienza di libertà e di emancipazione.

Dopo aver a lungo cercato, la scelta cade sull’appartamento di via Ripetta 155:  fatiscente e scalcinato,  è il miglior compromesso possibile tra l’esigenza un po’ snob di vivere in Centro e le finanze troppo magre per aspirare a qualcosa di meglio.

La libertà ha un prezzo e Clara lo paga con l’entusiasmo dei vent’anni e la smisurata fede nei valori e negli ideali della sua generazione. Con pochi soldi e molte  speranze, si sente protagonista di enormi mutamenti personali, politici e sociali,  e questa consapevolezza le fa sopportare con spirito lieve le tante privazioni e anche le bizze del malandato scaldabagno, che troppo di frequente la costringe alla doccia fredda.

Non sempre è facile e non mancano i momenti di sconforto, ma “il futuro era un cantiere aperto, molte e grandi cose da fare. Senza timore di infortuni” e tanto basta per conferire un significato anche alle difficoltà.

Sono gli anni della formazione, e Clara Sereni li vive da protagonista, sperimentando e soffrendo sulla propria pelle le difficoltà e le contraddizioni di una generazione  rimasta senza modelli, dopo aver rifiutato con decisione i modelli dei genitori. Tutto è da reinventare: il ruolo della donna in un mondo in evoluzione, i rapporti tra i sessi, il modo di stare assieme, di fare politica, di lavorare per vivere e per realizzarsi.

Da via Ripetta passano in molti e  tutti contribuiscono a creare un clima di condivisione e di appartenenza. Passano gli amici e gli amici degli amici, chi vuol dare una mano e chi cerca ospitalità: la porta è sempre aperta. Da condividere ci sono le interminabili discussioni, le speranze, le illusioni, le delusioni e le poche risorse di una tavola povera ma allegra.

Da via Ripetta passa la musica, passione ereditata dal padre e rivissuta da Clara alla propria maniera: è la musica del Folkstudio di quegli anni, dove l’arte si fonde con l’impegno politico.

Da via Ripetta passano gli amori, in un’epoca in cui l’amore libero è un rito necessario, e infine passa – e si ferma – Stefano, l’amore vero, l’uomo per cui vale la pena di ripensare il mito della coppia aperta per costruire qualcosa di diverso, ma pur sempre una famiglia.

Attraversando l’impegno politico, le crisi personali,   le difficoltà di trovare lavori che permettano di sbarcare il lunario ma anche di realizzarsi, cresce e si forma colei che diventerà una delle più importanti scrittrici italiane contemporanee.

Nel 1977 finisce il racconto e inizia una nuova epoca per l’Italia e per Clara Sereni: gli anni di piombo portano  ombre dolorose e disillusioni e, sul piano personale, Clara lascia la casa di via Ripetta:

“Mi aspettava una nuova casa fin dall’inizio non solo mia, mano nella mano con Stefano l’avremmo arredata e abitata. Insieme avremmo costruito un futuro diverso ma non meno appassionato, nel quale mettere in conto, chissà, perfino un figlio. (…) Tutto era pronto per un nuovo passo in avanti. Con tutte le speranze e utopie ancora – colpevolmente – intatte.”

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