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Le Vostre Storie

60 anni ma non mollo

La storia di: Francesco

Ho appena compiuto 61 anni. Ho fatto sempre il manager, prima nella funzione Finanza e Controllo e poi come capo azienda (GM e CEO). Nel 2006 perdo il lavoro e da anni fatico a trovare nuovi incarichi (ho lavorato per metà degli ultimi 7 anni). Passo le giornate a mandare CV manager-disoccupatoma non arriva nessuna risposta. Nessuna prospettiva di trovare lavoro e nessuna di andare in pensione (la condizione di pensionato mi fa anche un po’ senso). Mi sento ancora in grado di dare tantissimo, sto bene e ho tanta energia. Possibile che mi debba dare per vinto? Ho tre figli ormai tutti ultra 30enni. Uno solo di loro lavora e in modo precario. Non posso permettermi di mollare. Qualche consiglio? Se riuscissi a trovare la strada, emigrerei subito. L’Italia non è un paese per 60enni. Ho sperato che l’annunciata rivoluzione copernicana del governo attuale avrebbe potuto valorizzare competenze come le mie, magari nel cambiamento della P.A. Invece noto che tenere relazioni con la politica é sempre più difficile e le nomine avvengono sulla base di criteri che col merito e il curriculum c’entrano poco.

2 Commenti

  • E’ difficile convincercene, per noi nati e cresciuti nell’epoca delle grandi imprese. Anch’io per anni ho lavorato in una multinazionale, di quelle che oggi non vedi più (forse la Ferrero.. ), aziende ‘signore’. Poi mi hanno stoppato la carriera e così ho sbattuto la porta ed ho creato una mia società di consulenza nel mondo del turismo. Ma l’etica che mi era stata ‘insegnata’ è andata via via scemando nel mondo del lavoro e così ho sbattuto la porta anche alla mia, di azienda, strizzata da avventurieri e improvvisati senza scrupoli in una competizione selvaggia. Mi sono detta: basta! dipendere dagli altri (come se fosse possibile…) e dalla metropoli mi sono trasferita in un mondo di natura aprendo il mio B&B. Anche in questo settore, sono arrivata tra i primi, oggi travolto dagli stessi avventurieri e improvvisati.. ma se sbatto questa porta è quella di casa mia… Una cosa però l’ho imparata: oggi il lavoro dobbiamo inventarcelo, ritagliarlo su misura per noi. Attingere ad un’esperienza che ci siamo costruiti con impegno e che deve riuscire a tenerci a galla. ‘Come’ dobbiamo capirlo da soli ma senza perdere tempo cercando qualcuno che possa offrircelo impacchettato. Da queste parti c’è Jenny che fa i cappellini di lana con il pelo dei suoi collie (sembra cachemire!), Sofia che insegna lingue online e corsi di pianoforte, Anna che fa tomini di capra erborinati… Ognuna si accontenta di una vita senza tante ambizioni se non quella di cercare un percorso di vita rispettoso dei propri ritmi e della propria dignità

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