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Alimentazione Consumi e stili di vita

Il cibo della nostra maturità

Cosa rappresenta l’alimentazione per i senior ? Come cambia nei significati e nei valori, nella pratica quotidiana, nell’esperienza accumulata nel tempo e nella curiosità per i nuovi trend ? E poi, ancora, qual è il rapporto con il “fresco” e con il “surgelato”, con l’esperienza e la cucina di tradizione, con la curiosità per il cibo degli altri? Senza trascurare neppure le esigenze di sostenibilità.

mangiare naturaleLa progressiva crescita del livello di istruzione. Un atteggiamento più attivo e progettuale. Una maggiore mobilità. Un più sostanzioso potere d’acquisto. L’apertura al nuovo sul piano culturale e dei consumi. Un modello di edonismo auto-riferito, in una fase della vita improntata a maggiore libertà, a ritmi più rilassati, a un tempo piacevolmente investito nei propri interessi. Questo il profilo dei senior di nuova generazione, profilo colto di una popolazione in continuo aumento.

Secondo dati GfK (“Verso una società senza vecchi?” 09/12) tutta la vivacità intellettuale, la curiosità, la mobilità dei senior di ultima generazione permea anche il rapporto con il cibo, che si articola in una serie di valenze: così l’alimentazione può soddisfare bisogni individuali, familiari e sociali.

il cibo della nostra  maturità 1Appartengono alle esigenze individuali sicuramente il piacere di mangiare, che non diminuisce con l’età. Anzi, è noto come spesso i senior ritornino golosi, soprattutto di dolci, ma non solo. Il piacere di mangiare, dunque, accompagna tutta l’esistenza, anche se si riducono le quantità, si prediligono cibi più morbidi e più liquidi, spesso tiepidi più che freddi.

Sicuramente individuale anche il bisogno di alimentarsi in base alle proprie condizioni di salute: senza sale per nefropatici e ipertesi, pochi glucidi per i diabetici, pochi grassi per tutti.

E, ancora, la consapevolezza acquisita nel tempo che il benessere che deriva da una corretta alimentazione deve rappresentare una filosofia di vita. “Siamo quello che mangiamo” e questo vale sempre, in tutte le fasi della vita, ma é nella piena maturità che compaiono, spesso inesorabili, gli effetti degli errori alimentari accumulati e ripetuti per un’intera esistenza.

L’alimentazione, però, nei senior soddisfa anche bisogni familiari. Lo sanno bene tante nonne che si occupano stabilmente dei nipoti: non solo merende, ma spesso pasti completi, gestiti tra golosità e capricci. Per non parlare di pranzi e cene domenicali, nelle quali al pubblico dei più piccoli si aggiungono figlie, figli, generi e nuore. I piatti tipici di famiglia, le specialità della “mamma/nonna”, sono inevitabili consuetudini che danno piacere, uniscono la famiglia e si tramandano per generazioni.

E’ proprio la trasmissione del sapere culinario che rappresenta il valore sociale dell’alimentazione: è una trasmissione di cultura familiare e sociale, ma è anche un dono del tempo, un gesto di affetto e di amore.

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