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Previdenza e condizioni economiche

Controllate le scadenze dei vostri prodotti finanziari

Così come per gli alimenti, anche per i prodotti finanziari bisogna controllare la scadenza, soprattutto quando l’età avanza.  Il rapporto tra consumatori e alimenti è molto cambiato da quando sono state introdotte le date di scadenza. Così, abbiamo imparato a conoscere la differenza tra scadenze ultimative e “consumare preferibilmente entro” e preso l’abitudine di censire le nostre dispense per evitare sprechi e inefficienze.

scadenzeStranamente, il tema della scadenza pare diventare di second’ordine quando acquistiamo un prodotto finanziario, assicurativo o previdenziale. Quanto deve durare una assicurazione? E un mutuo? Qual è l’orizzonte temporale corretto di un investimento? Vediamo nelle righe che seguono quanto una disattenzione possa modificare il benessere individuale.

Lo spostamento in avanti della curva economica del ciclo di vita ha comportato scelte che avvengono più tardi rispetto a quanto accadeva negli anni passati. Questo accade, ad esempio, per i mutui, che spesso si sottoscrivono verso i 50 anni e possono terminare dopo i 70. C’è poi il tema delle polizze assicurative private, prodotti di rendita vitalizia non strettamente legati all’età pensionistica di legge ma che devono avere durate coerenti con i propri orientamenti.

La Seniority è il momento giusto per rivedere le proprie scadenze, mettere ordine ai propri progetti e riallineare desideri e strumenti, verificando se le scadenze dei propri prodotti sono coerenti con i propri obiettivi di vita e i redditi di cui si dispone. Se così non fosse, infatti, potrebbero verificarsi tre problemi economici rilevanti, che riguardano i mutui, gli investimenti, le assicurazioni pensionistiche.

  1. Se i mutui sottoscritti hanno durate che vanno oltre l’età di inizio della pensione, bisogna essere sicuri che il pagamento delle future rate residue sia compatibile con i redditi di cui si disporrà, prevalentemente derivanti dalle pensioni pubbliche. Il tema è ancora più pressante per i lavoratori autonomi, che potrebbero percepire redditi pensionistici pari a un terzo del reddito che percepivano lavorando e dover onorare rate dei mutui dello stesso importo. Tradotto in parole semplici: si potrebbe incorrere nella spiacevole alternativa tra i consumi essenziali e il pagamento delle rate residue del mutuo. Dunque, se questo può creare problemi, bisogna ragionare di estinzione anticipata.
  2. Gli investimenti finanziari dei Senior un tempo erano connotati da un bassissimo profilo di rischio. Questo perché si riteneva che la fine del lavoro fosse prossima alla fine della vita. Oggi, con tempi di permanenza in pensione che spesso superano i 25 anni di vita, le scelte di profilo di rischio dei propri investimenti richiedono una attenzione differente e più articolata. Allo stesso tempo, bisogna verificare se i piani di risparmio che sono in atto saranno ancora attivi quando andremo in pensione. Questo perché il diminuire dei redditi potrebbe compromettere il portare a termine piani pluriennali di risparmio.
  3. Le pensioni private consentono al singolo utente di scegliere liberamente la data di inizio della propria rendita pensionistica ma non di anticiparne la percezione rispetto alla data prestabilita. Le rendite vitalizie private potrebbero dunque essere disponibili ben dopo la fine del lavoro, lasciando al consumatore Senior un periodo di interregno nel quale non si lavora più, non si percepiscono ancora pensioni pubbliche e complementari e le proprie pensioni private, che avrebbero dovuto costituire un ammortizzatore temporale, non possono essere incassate perché l’età di inizio era stata mal dimensionata. Sempre più spesso, purtroppo, vediamo proporre polizze pensionistiche che non consentono integrazioni pensionistiche fino ai 70 anni di età; il tutto in piena controtendenza con la funzione della previdenza privata, che è anche quella di costituire ammortizzatori di sicurezza che consentano di gestire situazioni impreviste. Se la pensione privata arriva diversi anni dopo quella dell’INPS, forse la sua funzione è stata snaturata.

Insomma, la Seniority è il momento adatto per verificare se i propri mutui, piani di risparmio o previdenziali sono effettivamente allineati alle prossime fasi della vita. Vale la pena di prenderne consapevolezza.

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