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La cura di sé: le terme

Della serie “Appassire con stile”.  Sai che, secondo il Decreto Ministeriale 15/12/1994, in presenza certificata dal tuo medico di osteoartrosi o reumatismi, ogni anno hai diritto, come cittadino italiano, ad usufruire di un ciclo di cure termali a carico del Servizio Sanitario Nazionale, e hai acqua termaledeciso di usufruirne: andrai alle Terme per “ la cura dei fanghi”.

E’ un classico ambiente di senior che circolano sereni nei giardini, nel bar, nei locali all’aperto e interni, ricchi di poltrone e salottini. Alcuni, li senti dalla parlata, vengono da fuori e soggiornano negli alberghi del piccolo centro, altri, che abitano vicini, vengono ogni giorno per il loro turno di fangoterapia e se ne tornano a casa poco dopo.

Dopo la visita medica, d’obbligo al primo fango, ti cambi, indossi il tanga ricevuto in dotazione, che ti fa sentire incredibilmente giovane e, in accappatoio e infradito, vai nel salottino in attesa di essere chiamato per il tuo turno.

Lì trovi qualche senior, uomini e donne, in attesa. Nessuno ha fretta, niente orologi, si centellina acqua termale, si fa due chiacchiere. Qualcuno racconta le varie fasi dei suoi reumatismi, altri decantano le proprietà dei fanghi : – Io ripeto le cure da anni, ormai…..  – Io avevo perso la sensibilità alle dita di questa mano, dopo due fanghi le sento di nuovo!    – Io ho male ad un ginocchio… mi pare vada meglio….

Arriva la ragazza in camice bianco che ti accompagna nella tua cabina, dove la “fanghina” ti sta preparando il letto di fango caldo, ti aiuta a sdraiarti e ti copre con teli e coperte. Luci soffuse, la voce roca di Vasco in sottofondo…mai avresti pensato di sentirti beato immerso nel fango. Il calore ti rilassa, in un pacato dormiveglia ti senti bene, persino più giovane….

Dopo il bagno e il relax, quando esci dalla tua cabina, caldo come un toast, ti pare che la terapia faccia già il suo effetto, che il tuo incedere sia più deciso e marziale e che anche i tuoi compagni siano più alti e diritti nel loro passo più fermo, come i clienti di Marcovaldo, dopo la cura delle vespe, nel racconto di Calvino. Già! Merito del fango, del calore, del relax, dell’essere accudito come un bambino o, forse, di tutto queste cose insieme?

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