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Ricerche

La longevità crea crescita economica

E’ la tesi espressa nel white paper presentato al World Economic Forum lo scorso ottobre dal Global Agenda Council on Ageing, ente a cui partecipano Università, Fondazioni, Istituzioni pubbliche e private.

Schermata

copertina del white paper del Global Agenda Council on Ageing

“Come la longevità del 21° secolo può sviluppare mercati e generare crescita economica” titola il white paper.

Gli esempi portati nel documento, che testimoniano di come l’invecchiamento della popolazione stia ormai diventando un importante driver di mercato sono molteplici e globali.   A partire dal settore privato, dove moltissime corporations globali (come Bank of America Merrill Lynch, Nestlé Skin Health, BlackRock, BMW, Intel, General Electric, Novartis, Aegon, Discovery e Pfizer), ma anche medie aziende, hanno incluso l’“invecchiamento” sia tra i principali driver dei loro obiettivi commerciali, sia tra i fenomeni chiave per definire i valori e i princìpi di sostenibilità aziendale.

Ad esempio – si illustra nel white paper – Nestlé ha annunciato recentemente che aprirà, nelle principali città, dei Centri per lo sviluppo della longevità e per la salute della pelle. Cardinal Health ha creato, per l’assistenza ad anziani, prodotti e servizi “alternativi” a quelli classici. JP Morgan Chase ha aperto di recente nuovi centri di ricerca sulla pensione e la longevità. Fujitsu sta lanciando in Europa, dopo averlo fatto in Giappone, lo smartphone Raku-Raku disegnato per la popolazione più avanti negli anni. Pfizer prosegue con la sua campagna creativa web-based dal nome “Get Old”.  Il gruppo Discovery, attraverso il suo programma Vitality, ha sviluppato un approccio innovativo per promuovere la longevità e la qualità della vita come parte dei suoi programmi assicurativi. E la lista degli esempi potrebbe continuare.

Se il mondo privato si sta ormai attivando in questo modo, anche sul fronte pubblico si assiste a cambiamenti significativi a seguito del processo d’invecchiamento delle società. Politiche per ambienti urbani più ospitali, flessibilità nel mercato del lavoro per l’inclusione di tutte le età, incentivi fiscali per la cosiddetta silver economy e per l’imprenditoria senior, riforme dei regìmi pensionistici e dei cicli educativi, sono solo alcuni degli esempi – secondo il white paper – di come la maggiore longevità sta avendo impatto anche sulle politiche pubbliche, con effetti di conseguenza sulla crescita economica.

In definitiva, si intuisce dal white paper, se anche solo pochi anni fa si era alla fase della sensibilizzazione sul tema “invecchiamento della popolazione“ e faceva scalpore l’affermazione di Standard & Poor’s secondo cui nessun’altra forza avrebbe plasmato il futuro del benessere economico delle Nazioni, delle finanze pubbliche e dei policy makers come l’invecchiamento delle società, oggi si è passati ad una fase in cui, essendo gli attori economici e i politici ormai consapevoli del fenomeno, si sta iniziando ad agire perché all’ ageing si associ la parola promessa e non la parola pericolo.

Per chi vuole approfondire, cliccare qui

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