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Senior e turismo a km zero

Della serie “Appassire con stile”.  Andiamo a vedere mostre d’arte allestite in giro per l’Italia, spendendo fior di quattrini per gli spostamenti, per gli ingressi, facendo code nonostante le prenotazioni, senza renderci conto che si tratta di un’industria che genera profitto privato a spese di un patrimonio pubblico. Invece intorno a noi, nella nostra città, andando in centro, andando al lavoro, inciampiamo in palazzi, architetture, piazze, portali, frammenti del passato che meritano di essere notati e conosciuti: patrimonio pubblico che manteniamo con le nostre tasse e per il quale non occorre pagare il biglietto.

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Castello di Fossano (CN)

I centri dove abitiamo, spesso già opere d’arte in sé, sono ricchi di chiese, palazzi, portali, quadri, sculture, cappelle, affreschi, vetrate antiche e moderne, la cui bellezza ci chiede di essere vista, riconosciuta, apprezzata e amata. E’ ora di accendere finalmente la luce in questi luoghi in cui abitiamo al buio, guidati più dall’abitudine e dalla routine che dalla conoscenza e dal gusto dell’armonia e della bellezza.

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Piazza Municipio a Noto (SR)

Amo pensare che i primi depositari di questo immenso patrimonio artistico siamo noi senior e che occuparci del “turismo a Km zero” della nostra città debba essere una nostra cura. Essere custodi, conservatori, conoscitori e divulgatori del patrimonio artistico che abbiamo fuori di casa nostra ci permette di tramandare ai giovani le basi della loro identità culturale, la memoria per la storia della loro città, l’amore e il rispetto per l’arte e la bellezza, e questo possiamo farlo innanzitutto nelle nostre famiglie, con i figli e i nipoti.

Nessuno di noi è stato educato a guardarsi intorno e a considerare il rapporto con l’arte del passato un fatto quotidiano, ma è tempo di farlo iniziando da noi senior; perciò prendiamoci del tempo (e ne abbiamo) e dedichiamolo a visitare luoghi culturali a kilometro zero, cioè presenti intorno a noi, nei nostri itinerari quotidiani e nei nostri dintorni. Si tratta di un patrimonio culturale che, ripeto, manteniamo con le nostre tasse e al quale si può accedere gratuitamente, e non è cosa da poco, in questi tempi di magra. E, se li abbiamo, possiamo portarci dietro i nipotini… Se poi nel luogo dove viviamo opera un’Associazione di Volontariato culturale che si occupa di visite guidate alle bellezze artistiche è bene che noi senior partecipiamo apportando il nostro contributo, perché il patrimonio artistico è una delle più grandi ricchezze del nostro paese, che noi senior diamo in consegna alle generazioni future.

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Piazza Grande a Montepulciano (SI)

E’ bello, come avviene nella mia città, vedere i senior che guidano i ragazzi delle scuole a vedere con occhi nuovi i luoghi in cui abitano al buio, a guardare con curiosità il posto che dà forma alla loro vita, ad interessarsi alle bellezze ambientali che li circondano, prepararli a riconoscerne i tratti salienti, ogni giorno, ad una sola occhiata. Un simile cambiamento di rotta equivale anche ad una loro maturazione come persone: cioè i ragazzi impareranno ad essere visitatori e non consumatori; cittadini e non clienti; educatori di se stessi e non contenitori da riempire.

Se è vero, come si spera, che la “bellezza salverà il mondo”, secondo la massima di Dostoevskij, crediamo che, prima di tutto, il mondo, deve essere in grado di salvare la bellezza. Ma il mondo siamo noi, sono i nostri ragazzi, che salveranno la bellezza e, in questo caso, le bellezze che li circondano, solo se saranno in grado, fin da piccoli, di riconoscerle, amarle e rispettarle. E in questo i senior possono ritagliarsi un importante compito.

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