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Lavoro Psicologia e longevità

Gruppi intergenerazionali in ambito lavorativo

Come favorire la cooperazione tra lavoratori di diverse generazioni ?

La percentuale dei lavoratori senior è gradualmente aumentata negli ultimi due decenni; una diretta conseguenza di ciò è che i gruppi di lavoro sono, e saranno, sempre più spesso composti da lavoratori di diverse età.

festival delle generazioniLavorare in gruppi intergenerazionali potrebbe essere vista come un’opportunità: ogni generazione ha differenti e utili conoscenze e abilità da mettere a disposizione del proprio gruppo di lavoro. La combinazione di conoscenze tacite basate sull’esperienza dei lavoratori senior e quelle più esplicite e formali dei lavoratori più giovani porterebbe vantaggi sia ai singoli lavoratori (che migliorerebbero le proprie competenze e conoscenze) che alle aziende (miglior gestione delle conoscenze e competenze dei propri dipendenti).

Ma come sono i rapporti di lavoro tra le diverse generazioni? Quali sono le sfide con cui si devono confrontare i gruppi intergenerazionali?

Lavorare in gruppi intergenerazionali comporta spesso delle difficoltà dovute ai diversi modus operandi adottati dai differenti gruppi d’età, difficoltà che minacciano di destabilizzare i rapporti lavorativi. Differenti generazioni di lavoratori, infatti, usano “linguaggi diversi” e lavorano con ritmi diversi e sulla base di differenti esperienze lavorative. Inoltre, questo tipo di cooperazione intergenerazionale è influenzato dagli atteggiamenti e dalle credenze, soprattutto sull’invecchiamento, che un lavoratore ha nei confronti di colleghi più anziani. È, infatti, particolarmente diffusa una visione stereotipata del lavoratore senior, considerato incapace di apprendere e utilizzare le nuove tecnologie, e perciò meno produttivo di un collega più giovane. Queste credenze negative e spesso erronee sull’affidabilità e sulla produttività dei lavoratori senior tendono poi a tradursi in concreti atteggiamenti e scelte organizzative da parte delle aziende, che giocano sfavorevolmente sulle opportunità di crescita dei lavoratori senior e sulla realizzazione di relazioni di tipo collaborativo tra colleghi di generazioni diverse.

Come modificare una cultura aziendale troppo spesso impregnata di stereotipi ed atteggiamenti negativi e discriminativi nei confronti dei lavoratori senior? Come promuovere lo scambio intergenerazionale in ambito lavorativo?

Attraverso la programmazione e l’attivazione di politiche di age management: è necessario proporre delle strategie atte a promuovere l’integrazione dei lavoratori senior e lo scambio intergenerazionale di conoscenze e competenze, anche per evitare che l’ampio bagaglio di conoscenze a disposizione dei più anziani possa andare perso con il loro pensionamento. Tuttavia, affinché siano efficaci, queste strategie devono includere anche altri aspetti: è fondamentale lavorare alla rimozione dei pregiudizi negativi sui lavoratori senior, che troppo spesso ostacolano l’effettivo contributo che questa fascia di lavoratori può offrire, attraverso la valorizzazione dell’età. Perché è solo attraverso la scoperta e l’analisi delle credenze e delle emozioni individuali rispetto alle persone di diverse età che si può creare la base relazionale necessaria affinché questi mondi, visto l’allungamento dell’età lavorativa, possano dare vita ad un vero scambio di conoscenze.

Questo articolo é stato scritto da Felicia Fiore, psicologa, dottore di ricerca e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale in formazione. Attualmente lavora presso una struttura per anziani della provincia di Bari (c.d.c. Madonna del Buoncammino di Altamura) e collabora con Lab-I, il Servizio e Laboratorio di Ricerca e Formazione in Psicologia dell’Invecchiamento dell’Università degli studi di Padova.

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