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Il silenzio é stato il mio primo compagno di giochi

Roberto Wirth è il direttore dell’hotel Hassler di Roma, uno più prestigiosi d’Europa. Nato nel 1950, Wirth è un senior davvero speciale. Nonostante l’Hassler sia un bene di proprietà della sua famiglia,  il fatto che sia lui a dirigerlo non è affatto scontato: egli infatti è sordo profondo dalla nascita.

Wirth

Roberto Wirth, Il silenzio é stato il mio primo compagno di giochi, Newton Compton Editori 2015

Negli anni 50, la nascita di un figlio sordo rappresentava un evento drammatico, e tanto più lo è stato per Oscar Wirth, il padre di Roberto. Figlio di albergatori da generazioni, proprietari di strutture ricettive di prestigio, la perfezione è il segno distintivo della famiglia e Oscar la pretende da se stesso, dai suoi familiari, dai collaboratori.

Scrive Roberto: “La mia famiglia è di origini svizzere, siamo abituati alla precisione, di più alla perfezione. E io ero l’incarnazione del difetto, un bambino sbagliato”.

La mentalità diffusa all’epoca era che i bambini portatori di handicap non potessero crescere assieme agli altri. Venivano curati ed educati in strutture loro riservate  e, di fatto, emarginati. Il risultato era che la cura fosse peggiore del male, come ci racconta  Wirth nella sua autobiografia.

I Wirth,  benestanti, scelgono per Roberto un esilio dorato: all’età di sei anni viene mandato a Milano per frequentare un istituto famoso per le cure ai ragazzi sordi. Provvede a lui una governante, con cui il bambino trascorre il tempo in cui non è a scuola. L’isolamento è crudele e fonte di sofferenza per il piccolo, che pensa con struggimento alla sua famiglia riunita a Roma, lontano da lui.

A undici anni, da Milano Roberto viene trasferito a Marsiglia, in un istituto che promette di curare la sordità. Le teorie e le metodologie che ispiravano quel genere di strutture erano prive di fondamento scientifico e soprattutto non tenevano in alcun conto gli aspetti affettivi ed emotivi come fattori di cura. Roberto dunque cresce in solitudine, privato dell’unico supporto di cui avrebbe davvero bisogno: il calore della famiglia, l’affetto, le carezze.

Nemmeno il ritorno a Roma, durante l’adolescenza, riesce a colmare il bisogno d affetto di Roberto: la famiglia, tanto sospirata da lontano, è rigida e scostante, emotivamente assente.

Ma non è solo la carenza di affetto a far soffrire Roberto: ancor più grave è la ferma convinzione di tutti, e soprattutto del padre, che mai lui potrà portare avanti l’attività di famiglia, poiché il suo handicap invisibile non è compatibile con la direzione un hotel di prestigio.

La morte del padre segna una svolta nella vita del giovane, che decide di lasciare l’Italia per gli Stati Uniti.

Si tratta di un periodo di formazione molto duro, dove il ragazzo studia e lavora, e con caparbietà si prepara per l’obiettivo della sua vita: tornare a Roma e gestire l’Hassler.

Dopo incredibili peripezie, difficili anche per un ragazzo privo di handicap, Roberto Wirth ce la fa: finalmente, la madre accetta di cedergli la direzione dell’hotel e negli anni successivi lui stesso si impegna economicamente per diventarne l’unico proprietario, acquistando le quote del fratello.

Oggi Wirth trascorre gran parte della sua giornata all’Hassler, e all’impegno professionale affianca quello sociale, sostenendo la causa dei bambini sordociechi.

Nelle splendide suite affacciate su Trinità dei Monti hanno alloggiato praticamente tutti i personaggi del jet set internazionale, i protagonisti della finanza internazionale, i miti della cultura, la gran parte dei membri delle famiglie reali.  Wirth riceve di persona tutti gli ospiti di riguardo e conversa con loro. A tutti dice: “Sono sordo e leggo le labbra. Per favore, parlate lentamente”.

La storia della sua vita è la commovente dimostrazione che nulla è impossibile di fronte alla incrollabile volontà di ottenerlo.

Roberto Wirth con Corrado Ruggeri, Il silenzio é stato il mio primo compagno di giochi, Newton Compton Editori 2015

Intervista Rai a Roberto Wirth
I diritti d’autore del libro saranno devoluti a CABSS Onlus (Centro Assistenza per Bambini Sordi e Sordociechi), associazione di cui Roberto Wirth è fondatore e presidente e che si dedica al supporto dei bambini sordi.

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