banner-header
Senior nel mondo

Due senior francesi e l’espatrio dopo la pensione

Jacqueline ha lavorato in un centro di ricerca per temi legati all’Energia e l’Ambiente per più di 25 anni ed è andata in pensione circa cinque anni fa. Dopo aver lasciato il mondo del lavoro, ha deciso di trasferirsi in Camargue: ne amava i paesaggi, la sua gente e il cibo. Da quando era più giovane aveva avuto interesse alle attività di volontariato, cosa che non aveva potuto fare fino a quando era impegnata a tempo pieno nel suo lavoro nel centro di ricerca.

in camargue

in Camargue

Secondo Jacqueline, fare del volontariato in questa fase della sua vita poteva anche essere un modo di continuare a contribuire alla società, una volta fuori dalla sfera “economicamente attiva”. In Camargue ha aderito ad una associazione che offre vari tipi di supporto a persone bisognose di assistenza. Lì ha conosciuto Beatrice, una ex-impiegata, anche lei in pensione da ormai due anni, che lavora come volontaria nello stesso centro.

Beatrice stava valutando la possibilità di trasferirsi in Marocco per passare in quel paese gli anni della pensione e magari organizzare qualche servizio di volontariato, insieme ad altre amiche che avevano già fatto quella scelta e che la avrebbero aspettata a Marrakech. Aveva però qualche dubbio sulla fattibilità del suo progetto e, dato che era abbastanza in confidenza con Jacqueline, decise di condividere i suoi dubbi con lei. Beatrice era molto curiosa e aveva girato il mondo. Non si era mai sposata e voleva trasferirsi a vivere in un posto più caldo e più economico. Il Marocco è infatti una delle mete estere principali dei francesi in pensione : i rapporti coloniali con questo paese, la lingua e la vicinanza alla Francia la rendono una destinazione “vicina”, anche se con differenze culturali rilevanti.

Il sistema pensionistico francese è stato oggetto del dibattito politico e anche di duri scontri nel paese per molto tempo. Come sta accadendo in altri paesi europei, con una popolazione le cui aspettative di vita aumentano, un basso tasso di natalità e un’alta disoccupazione, la sostenibilità dei piani pensionistici pensati nel dopoguerra è fortemente sotto pressione.

Tra molte discussioni, nel 2010 è stato definito che l’età per andare in pensione in Francia doveva passare da 65 a 67 anni, con 42 anni di contributi. Inoltre l’età minima per avere diritto alla pensione è passata dai 60 ai 62 anni. Recentemente, si è deciso che uomini e donne dovranno andare in pensione ai 67 anni. I cambiamenti ovviamente saranno graduali a seconda dell’anno di nascita delle persone che andranno in pensione nei prossimi anni, però tutto dovrebbe essere stabilizzato nella decade del 2020.

Le modifiche al sistema pensionistico francese hanno una lunga storia: già dagli inizi degli anni 2000 venne deciso che le persone che lavoravano nel settore pubblico dovessero andare in pensione alla stessa età del personale del settore privato, anche se questa equiparazione avrebbe dovuto essere implementata progressivamente nel tempo. Una caratteristica interessante nel sistema pensionistico attuale francese è la possibilità di rimanere nel mondo del lavoro fino 70 anni, aumentando in questo modo anche l’assegno pensionistico. In conformità con le politiche di welfare del paese, per le donne e uomini che hanno avuto e cresciuto dei figli, esiste un “bonus” che accredita qualche percentuale in più per ogni figlio, sottolineando in questo modo anche nella fase di pensionamento, un’attenzione particolare e concreta al valore e al significato sociale della maternità e paternità. Inoltre esiste la possibilità di avere una maggiorazione dell’assegno pensionistico in caso che si debba essere accuditi da terzi, dovendo però dimostrare l’effettivo bisogno , in base a condizioni di salute ed economiche. Esistono infine diverse possibilità di accesso al pre-pensionamento , ottenibili a condizione di una decurtazione proporzionale dell’assegno pensionistico.

Per aiutare Beatrice a meglio capire le implicazioni di un eventuale espatrio, Jacqueline le propose di visitare il sito internet della CLEIS, Centre des Liaisons Europeennes et Internationales de Sécurite Sociale, ovvero il Centro dei Rapporti Europei ed Internazionali di Sicurezza Sociale. Il centro fu creato nel 1959 come sportello unico al servizio della mobilità internazionale e della sicurezza sociale, e offre informazioni su come gestire diversi aspetti legati all’espatrio dei cittadini francesi. Beatrice era un po’ in imbarazzo perchè non era capace di navigare in Internet. L’amica capì il suo problema ed entrò nel sito con lei. All’interno purtroppo non vi erano tutte le informazioni che cercavano, seppur ci fossero già molte indicazioni specifiche, segno che il recente fenomeno dell’”Espatrio in Età Senior” vale a dire persone che decidono di cambiare paese quando sono in pensione sta diventando sempre più diffuso. A questo punto Beatrice si ricordò che esistevano diverse riviste destinate alla popolazione Senior che potevano probabilmente contenere qualche informazione al proposito. In particolare una di queste riviste era stata fondata già alla fine degli anni ‘60 ed aveva col tempo aggiustato il contenuto secondo lo sviluppo della popolazione. Ad oggi i temi toccati erano i più svariati: dalla salute, alla gestione finanziaria, ai consigli per la pianificazione delle vacanze, ma soprattutto, diverse sezioni dedicate alle innovazioni nelle leggi, in modo da comprenderne gli eventuali impatti sullo status, diritti ed obblighi delle persone in pensione. Queste riviste sono molto diffuse e alcune arrivano ad avere fino quasi 4 milioni di lettori, anche via Internet.

In queste riviste Beatrice e Jacqueline hanno trovato indirizzi di siti Internet con informazioni sul tema degli espatri senior. Navigando in rete alla fine hanno capito che c’erano alcuni temi specifici sui quali prestare attenzione. Aldilà dei vantaggi economici del vivere in un paese con un minor costo della vita , come era il caso del Marocco, temi quali la sicurezza e non ultimo lo stato del servizio medico nazionale hanno raffreddato un po’ l’entusiasmo iniziale di Beatrice. Jacqueline le ha consigliato allora di fare un viaggio di ricognizione a Marrakech e farsi ospitare dalle sue amiche prima di decidere definitivamente; sarebbero rimaste in contatto via Internet durante il viaggio. Beatrice è partita per il Marocco, ma prima ha comprato il suo primo computer portatile : sempre sulla rivista per i Senior aveva letto alcuni articoli che davano istruzioni su come utilizzare il PC e scaricare diverse applicazioni per comunicare in economia. Beatrice si stava preparando a diventare una “Senior in espatrio” e per di più informatizzata!

 

Commenta