banner-header
Volontariato

I Volontari Expo, successo a trazione senior

Che EXPO sia stato un successo è ormai cosa assodata. Che sia stato un successo anche per il Volontariato, con migliaia di cittadini del mondo (da Milano fino alle Hawaii) che hanno voluto prestare il proprio sorriso per accogliere milioni di visitatori, è altra certezza, scolpita negli annali (non dimentichiamo che è stata la prima Expo a schierare, come componente fondante, la “Società Civile”).

senior6Ma c’è anche una storia laterale, nascosta alle cronache e agli approfondimenti, che non può essere taciuta nel racconto di questa Esposizione dei record (file comprese): il piccolo, ma combattivo, esercito di “volontari senior” che hanno animato per 6 mesi Cardo e Decumano, risultando il “jolly” per aumentare il grado di dedizione, disciplina e supporto esperienziale per quel 69% rappresentato invece da irrequieti “ventenni”, loro compagni in questa avventura.

Sì perché quel 8% ha giocato un ruolo determinante nella formazione delle 13 “squadre” che fino al 31 ottobre, dandosi il cambio ogni 14/15 giorni, hanno animato l’accoglienza sul Cardo, sul Decumano e agli ingressi grazie al Programma Volontari Expo, ideato e curato da CSVnet Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato d’Italia e Ciessevi – Centro Servizi per il Volontariato Città Metropolitana di Milano su mandato di Expo SpA.

Ed è proprio Gaetano Armento, 67 anni, ingegnere in pensione, a confermarcelo: “La nostra presenza credo sia servita a smorzare qualche esuberanza di troppo e far capire che svolgere con professionalità il ruolo era fondamentale essendo noi riconoscibili e testimonial involontari dell’evento”.

Ma non è solo una questione di ordine e disciplina. L’attività di volontariato in Expo ha fatto bene, allo spirito e al corpo, soprattutto per chi ha raggiunto la pensione. Continua, infatti, Gaetano: “da quando sono in pensione passeggio assieme al mio Flat Coated retriver ma con Expo le percorrenze giornaliere si sono più che raddoppiate arrivando a fare mediamente 12-13 chilometri al giorno… e questa possibilità mi ha fatto riflettere sul fatto che la sedentarietà è un limite che ci diamo noi mentre possiamo fare di più”.

E Gaetano non è solo. Non era, infatti, difficile trovare, tra i numerosi post-it lasciati in bacheca dai volontari che terminavano il turno, affermazioni come “Torno a casa con 20 anni di meno (e ne ho 66)”. Insomma, se far volontariato è risaputo faccia bene, le “felpe bianche senior di Expo” sottoscrivono e confermano il ripetersi di questa “magia”, anche in questa occasione.

E le curiosità non mancano di certo. Sì, perché in questo piccolo, ma attivissimo gruppo, di provenienza ed estrazione eterogenea, dalla casalinga al professionista, dal pensionato alla professoressa part time, la quale si è divisa equamente tra Cardo-Decumano e la sua classe, ci sono stati anche degli “infiltrati a sorpresa”.

Questa è la storia, ad esempio, di Carlo Pesenti, ingegnere bergamasco cinquantaduenne, già numero uno dell’Italcementi, della holding Italmobiliare, vicepresidente di Confindustria e che, indossate le scarpe da ginnastica, la divisa (con tanto di manona di polistirolo), in tutto segreto, ha fatto il suo turno da volontario in Expo, affermando a La Stampa una volta scoperto: “È stata un’esperienza bellissima, la rifarei subito. ”.

Potremmo andare avanti per settimane. Perché “il lato senior” dei Volontari Expo, appunto, è stato l’elemento forse meno visibile del Volontariato in questa manifestazione, ma quello più sorprendente, almeno in termini di team building, dedizione, esempio di vita.
E non credete che il gap generazionale li abbia rallentati o impauriti, anzi: “E’ stato un momento di grande felicità ritornare, dopo una vita dedicata al lavoro, ad essere nuovamente utile”, aggiunge Armento, concludendo “A tutto questo va aggiunto il clima cameratesco che si è creato tra tutti noi volontari superando i gap legati all’età… basti pensare che con moltissimi siamo ancora in contatto senza conflitti generazionali”.

Commenta