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Consumi e stili di vita

I senior e il tempo libero

Una nuova qualità del tempo: la nuova generazione dei senior fra libri, musei, piante e centri commerciali.

Un primo mito da sfatare è che i cosiddetti Senior, liberi da impegni di lavoro e di famiglia, abbiano molto più tempo da dedicare a hobbies, amici e wbresizepassatempi. Nel quantificare il tempo libero di una normale giornata non festiva le risposte degli over 55 non differiscono infatti da quelle degli under 55: un quarto dichiara di non avere alcun tempo libero (la percentuale è addirittura superiore a quella degli under 55!), circa un terzo ha appena un’ora, solo 1 su 10 ha più di 3 ore di tempo per sé. Gli impegnatissimi over 55 quasi raddoppiano negli ultimi 10 anni: erano solo il 15% nel 2005, sono oggi il 25%. Impegni, frenesia, fretta sembrano riguardare trasversalmente un po’ tutti, senza differenze fra età. Percezione o realtà? Sicuramente un concetto di tempo libero non legato esclusivamente alle attività lavorative/agli impegni di famiglia (che verosimilmente dovrebbero ridursi con gli anni)… ma alla possibilità e alla capacità di impiegare il tempo per sé, dedicarlo ai propri interessi e alle attività che si desiderano.

Diapositiva1 copiaNonostante il tempo sia poco…aumenta la qualità del tempo e la capacità di fruirne. Più librerie, musei, mostre, concerti…(quasi il doppio rispetto a 10 anni fa!) e meno tempo speso davanti alla televisione (passatempo principale per il 55% degli over 55 nel 2000, oggi lo è per il 38%) ed anche nuovi piaceri: per moltissimi il giardinaggio/la cura delle piante (addirittura il 65% ama curare le piante!); per altri curiosare nei negozi, girare per i centri Diapositiva2 copiacommerciali, gli outlet o i mercatini; per molti concedersi una passeggiata in centro o al parco (45%). Emerge il profilo di una nuova generazione di senior sempre più interessati, in movimento, curiosi, impegnati… ma con interessi anche molto diversi fra loro, difficili da ricondurre ad un modello unico. Se si osserva poi la fascia dei Senior “attivi”, 55-75 anni ancora in Diapositiva5 copiabuona salute, attenti alla cura di sé, con un minimo reddito familiare disponibile (reddito minimo familiare 1500 €), il fenomeno si accentua in modo significativo: letture, passeggiate e cinema sono le attività preferite, e soprattutto, quello che caratterizza i nuovi Senior, è l’atteggiamento progettuale, positivo, vitale.

Di fatto, la generazione degli over 55 mostra una nuova capacità di valorizzare il tempo, fruire delle cose, dare valore e significato alle esperienze, ridefinire un nuovo progetto di vita che abbia un senso positivo per sé.

Leggi anche: I nuovi Senior più attivi e felici

3 Commenti

  • Ricevo con piacere le vs. newsletter ma, mi domando e lo domando a voi: considerate i 55enni seniores? Sono persone ancora nella piena attività e i consgli che date mi sembrano fuori data. Parlo per esperienza, Io ho 90 anni e leggo, mi tengo aggiornata, uso molto il computer, mi occupo di un gruppo anziani. Non penso di essere un’eccezione, certo i malanni si sentono, esco soltanto se accompagnata, ecc. Bisogna accettare tutto con coraggio, ma a 55 anni è un po’ presto!!!Cordialmente Luisa Alfieri

    • Complimenti ! Riuscire a 90 anni ad essere attiva come descrive è un bel successo. Non una rarità, ma leggere, tenersi aggiornata, usare il computer e occuparsi di altri non è nemmeno così frequente.
      E’ troppo presto parlare di senior a 55 anni ? Le differenze da parsona a persona sono tantissime: i segnali (fisici, familiari, lavorativi, economici, di motivazione, ecc) che sta iniziando una nuova fase della vita, dopo quella dell’adulto nel pieno della maturità, compaiono ad età molto diverse da persona a persona, però nella gran parte dei casi tra i 55 e i 65 anni questi primi segnali compaiono. Non vuol dire che a 60 anni si è anziani (le ricerche sono unanimi nel dire che ormai neppure a 75 anni ci si sente anziani), ma che in quegli anni ci si comincia ad interrogare su come affrontare una fase della vita che non è più quella dell’adulto nel pieno della maturità, ma non è ancora quella della fragilità della non autosufficienza. Inventarsi questa nuova fase della vita qualcuno comincia a farlo a 55, qualcuno a 60, qualcuno a 65, qualcuno a 70, qualcuno fa finta di niente…

      • Ho 71 ani e sono vedova da sei anni, dopo il primo anno di sconcerto ( io e mio marito ci siamo conosciuti giovanissimi 18 anni io lui 21 ), ho deciso di riprendermi la vita che mi stava sfuggendo. Mi reputo una donna equilibrata e istruita ( sono una ex insegnante di inglese) e pertanto ho deciso di continuare il mio cammino senza il compagno di una vita. Mi sono dedicata ai miei nipoti dando loro non solo affetto ma esempio di sicurezza e saggezza. Ho anche iniziato un corso di ginnastica , uno di ballo, senza tralasciare i miei hobby, lettura, giardinaggio, cucina. Ho conosciuto qualche mio coetaneo con cui ho intrapreso una amicizia a volte affettuosa……….ma ora mi ritrovo dopo sei anni al punto di prima. la solitudine e’ endemica, io non riesco a guardare al passato. Mi sento oggi più disperata di prima perche’ pur avendo provato con ogni mezzo di metabolizzare dolore e morte vedo che tutto e’ inutile. non ne parlo con i miei figli che mi vedono e mi considerano una donna forte, una colonna su cui contare….ma io mi sento persa e sola . la solitudine e’ una sconfitta , io non l’ho cercata ,mi e’ stata imposta. e per questo non so come fare a tirare avanti. Non mi sento anziana, sono ancora molto attiva e solare ma e’ tutto apparenza……devo andare avanti perche’ non posso tornare indietro.

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