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I Senior sono frugali ?

Tra frugalità, povertà, avarizia e consumismo.

La nostra generazione di senior è figlia del consumismo, di cui abbiamo visto le esagerazioni, mentre oggi stiamo assistendo ad un parziale crollo del fenomeno: ora si va in un’altra direzione.

MayoresInfatti al giorno d’oggi molti sono contrari agli sprechi: ad esempio allo spreco del cibo e perciò si invoca una legge come quella della Francia che vieta ai supermercati di gettare nella spazzatura il cibo invenduto; allo spreco dell’elettricità, ed ecco allora le lampadine a basso consumo e a led; allo spreco della carta in generale, ed allora niente stampe, solo immagini trattenute in memoria nei cellulari, nei computer; non stampiamo più neppure le nostre foto più belle….

Io penso che sia comunque una caratteristica dei senior essere contrari allo spreco: ricordo mio padre, uomo peraltro assai generoso, che mi controllava lo spessore delle bucce quando sbucciavo la mela…Ed io stessa mi sento cambiata nel corso degli anni nel mio rapporto con le cose, che è meno superficiale e più rispettoso. Ho potuto constatare che noi senior, in generale, abbiamo cura delle cose, siamo più attenti a non sprecare e mi piace pensare che siamo frugali, non avari, si badi bene; una frugalità che ha radici nella saggezza, come ci racconta Legrenzi nel suo bel saggio “Frugalità”, ed. Il Mulino.

La frugalità è una scelta e perciò non è la povertà, che è una costrizione dovuta a circostanze esterne; la frugalità non è l’avarizia che, come la povertà, è una costrizione, in questo caso dovuta al carattere dell’individuo; e non è neppure una decisione di risparmio.

acquerello di Silvia Ghidinelli

acquerello di Silvia Ghidinelli

Che cosa è allora la frugalità? E’ una questione di stile e di buon gusto, ci dice Legrenzi, non è finalizzata all’acquisto di beni o a sconfiggere l’incertezza del futuro, come il risparmio; la frugalità non ha altro scopo che se stessa. “ Un uomo è ricco in proporzione al numero delle cose di cui può fare a meno” – secondo il motto di Henry David Thoreau. In questo senso la frugalità ha come effetto collaterale il benessere inteso non come ricchezza, ma come tranquillità d’animo.

È’ la stessa idea che J. K. Jerome, nel libro “Tre uomini in barca” mutua con la metafora dell’imbarcazione: più la nostra barca è piccola e leggera, carica solo di ciò che è indispensabile: una casa ospitale, semplici piaceri, due o tre amici degni di questo nome, qualcuno che ci voglia bene e a cui voler bene, più sarà facile governarla e ci rimarrà il tempo per ammirare le ombre che giocano sulle acque e i raggi del sole che scintillano sulla spuma bianca delle onde.

Vale la pena di essere frugali, allora, per navigare con la nostra piccola barca con tranquillità, senza pensieri, godendo delle bellezze che ci circondano.

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