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Attività fisica

Quando il collo dà problemi

Esercizi per la cervicale.  Scrive una lettrice: “Ho 61 anni. Da qualche anno soffro saltuariamente di cervicale. Ci sono degli esercizi fisici adatti per prevenirla?”

Con il termine “cervicale” si individuano spesso dei disturbi che colpiscono la zona del collo posteriormente e che possono avere cause differenti. cervicaleEscludendo quelle gravi derivanti da patologie tumorali o degenerative, le più comuni sono quelle legate alla contrattura dei muscoli del collo che porta ad una rettilineizzazione del tratto cervicale, che di solito è curvo (si chiama lordosi cervicale), e all’artrosi che accompagna purtroppo la nostra vita da senior. Il collo ha una funzione molto delicata perché su di esso si appoggia la testa, niente affatto leggera, e attraverso di esso passano strutture fondamentali sia di carattere vascolare sia di carattere neurologico. I disturbi a questo livello si possono quindi amplificare in modo proporzionale, diventare assai fastidiosi e mettere in allarme chi ne soffre.

Volendosi occupare dei disturbi più semplici, cioè quelli legati alla contrattura muscolare e all’artrosi, non dobbiamo dimenticare che questi derivano dall’evoluzione della civiltà, che ha creato l’automobile e il computer.

L’utilizzo di un qualsiasi mezzo di trasporto fa sì che durante il viaggio ad ogni frenata o accelerazione il tratto cervicale subisca dei micromovimenti avanti-indietro che sono controllati dalla muscolatura e a lungo andare la stessa tende a contrarsi e, “tirando” in modo anomalo, fa sì che compaia una certa qual rigidità del tratto interessato. E il lavoro per lunghe ore davanti ad un terminale comporta inevitabilmente una fissità posturale che allo stesso modo conduce alla rigidità sopra citata e ad un deficit funzionale più o meno marcato.

L’artrosi invece è una malattia degenerativa che colpisce le articolazioni, rendendole meno mobili, e può incidere sulla circolazione posteriore del collo, dove passano due arterie (le vertebrali) che vicino alla testa si piegano due volte formando una specie di “sedia”, scorrendo dentro dei fori vertebrali che possono restringersi a causa dei già citati fenomeni artrosici e quindi interferire con la corretta irrorazione cerebrale.

I disturbi più comuni sono: senso di tensione e rigidità, dolori che si possono irradiare verso la nuca o verso le spalle, la cosiddetta cefalea muscolo-tensiva, sindromi vertiginose e limitazioni nella mobilità del collo. Non potendo modificare le proprie abitudini di vita, né potendo opporsi all’artrosi, si può migliorare la performance cervicale attraverso una serie di esercizi che vedono essenzialmente la flessione del capo, ovvero toccare con la punta del mento lo sterno, la rotazione verso destra e sinistra ricordando che il tratto cervicale oltre che ruotare si inclina anche parzialmente (il che deve essere sempre ricordato dall’eventuale operatore che ci manipola il collo) e per ultima l’iperestensione, ovvero portare all’indietro il più possibile il capo, tenendo presente che questo è un esercizio da eseguire con grande attenzione perché può creare disturbi dell’equilibrio e comunque deve essere sorvegliato da un istruttore esperto. Non ultimo, bisogna ricordarsi che gli esercizi di stretching per la nostra colonna cervicale devono interessare anche altri gruppi muscolari delle spalle e del torace (ad esempio, i muscoli trapezi e gli sternocleidomastoidei) perché funzionalmente il tratto cervicale ha un complesso sistema di interazione di tipo muscolo-articolare.

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