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Ricerche

Studiare lingue straniere per piacere

Apprendimenti over 55.

Un nuovo fenomeno al quale si assiste in questi anni è quello di una presenza sempre più massiccia di studenti “in là con gli anni” nei corsi di lingue straniere.

L’Università per Stranieri di Siena ha condotto una ricerca per Lifelong-Learning- copiacomprendere in forma esaustiva le motivazioni e i bisogni di questi studenti over 55 in modo da sostenere nella forma migliore il loro percorso di apprendimento, valutando le lingue più facilmente apprese e studiate. La ricerca è stata condotta in aree geograficamente diverse in tutto il territorio nazionale (Firenze, Pisa, Viareggio, Milano, Palermo), presso le Università della Terza Età e le associazioni di volontariato, nelle scuole private di lingua e nei centri territoriali permanenti. Il campione dello studio era costituito da 126 persone over 55 che frequentavano corsi di lingua straniera, mentre il gruppo di controllo era formato da 30 studenti di età compresa tra i 30 e i 54 anni. Sono state inoltre svolte interviste semi-strutturate a 12 insegnanti di diverse lingue. Nel campione considerato, l’inglese è risultato la lingua preferita in quanto ritenuta più spendibile socialmente (54%); la seconda lingua più studiata (23%) risulta essere il francese, l’11% sceglie invece il tedesco, il 9% lo spagnolo e infine il 2% il russo.

Quali dunque le motivazioni personali che stimolano gli over 55 a intraprendere lo studio di una lingua straniera ? Al primo posto sono risultati l’esigenza di impegnare in modo intelligente il tempo libero e il desiderio di intrattenere rapporti con persone con interessi comuni. A seguire, la possibilità di dialogare con gli stranieri presenti in Italia, a maggior ragione se un componente della famiglia è straniero; quindi, la possibilità di viaggiare all’estero capendo la lingua locale.

Le scelte di tipo professionale sembrano invece avere un’importanza limitata, essendo la maggioranza di queste persone in pensione; ovviamente la conoscenza delle lingue straniere offre anche maggiori opportunità di consultazione dei siti Internet.

Si può quindi affermare che gli studenti in questione decidono di studiare le lingue per motivi principalmente legati alla propria dimensione culturale e che sono caratterizzati da una forte motivazione intrinseca, cioè collegata principalmente al piacere provato nello studio della lingua. Di contro gli studenti più giovani del gruppo di controllo, e lo confermano anche le interviste con gli insegnanti, sono finalizzati al conseguimento di un obiettivo quale il miglioramento della posizione lavorativa o il superamento di un esame.

Articolo di Eugenia Marzocca, psicologa.

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