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Letti e visti

I segreti della lunga vita

Come mantenere corpo e mente in buona salute.

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Umberto Veronesi e Mario Pappagallo – I segreti della lunga vita. Come mantenere corpo e mente in buona salute. Giunti – 2015

“Ho creato l’Istituto Europeo di Oncologia a 65 anni quando i miei coetanei andavano in pensione, poi la mia Fondazione per il progresso delle Scienze a 78 anni, e oggi a 89 ho ancora nuovi progetti da realizzare.”

Quale migliore testimonianza che la vita può essere vissuta con pienezza a qualsiasi età? Umberto Veronesi, assieme al giornalista medico scientifico Mario Pappagallo, ci racconta come si può vivere a lungo e bene, riferendosi alla sua esperienza umana e professionale e alle più recenti acquisizioni della medicina.

I segreti della lunga vita inizia con una intervista a Veronesi, che racconta il suo segreto della longevità.

La vecchiaia si prepara fin dall’infanzia, mantenendo uno stile di vita corretto nel corso degli anni. Di sicuro la base genetica ha la sua importanza, ma a questa vanno affiancate buone pratiche di vita.

Curare l’alimentazione: bisogna mangiare sano e in quantità misurate. Veronesi è vegetariano fin dall’infanzia, la sua scelta è nata per motivazioni etiche ed affettive, e in seguito, da medico, ne ha studiato i benefici sulla salute, pur non considerando la sua scelta come l’unica praticabile.

Curare la sfera affettiva ed emotiva: l’amore aiuta a dare un senso all’esistenza e rinforza il legame naturale con la vita.  E’ importante avere una relazione soddisfacente con il partner e potersi dedicare alla cura dei figli, ma anche l’amore per il  bello dona emozioni. Un libro, un film, una musica, la bellezza in generale producono emozioni positive di cui non dovremmo privarci.

Evitare il fumo e le droghe. Veronesi è stato giovane in un periodo in cui la sigaretta faceva parte di una cultura diffusa, ma dai quarant’anni in poi ha smesso di fumare e non ha mai fatto uso di droghe. E’ stato molto impegnato nella prevenzione.

Mantenere sempre vivo l’impegno personale. Quando un’attività reca soddisfazione non produce stress negativo, nemmeno se l’impegno è faticoso. In quest’ottica, ritirarsi troppo presto dalla vita attiva è considerato un fattore aggravante dell’invecchiamento, ed è consigliabile impegnarsi comunque in attività significative.

Svolgere attività fisica. Il movimento fisico, i cui benefici sono ormai universalmente riconosciuti, dovrebbe accompagnarci tutta la vita adattandosi ai cambiamenti fisici dell’età.

Essere trasgressivi, porsi domande, mettere in dubbio, essere curiosi. La vita stessa del Professore, le sue scelte spesso controcorrente sono state orientate alla curiosità e anche alla trasgressione. Un esempio per tutti, la decisione di contrastare la prassi comune di intervenire chirurgicamente in maniera demolitiva nelle donne con il tumore al seno, proponendo la quadrantectomia, che, a parità di risultati, ha evitato ricadute molto pesanti sul piano psico-emotivo.

VeronesiLa parte centrale del libro propone soluzioni per affrontare la sfida di una società che invecchia e riflessioni sul senso della vita e della morte e sulla longevità.

Il libro si chiude con Il Manuale della longevità, un prezioso vademecum con i comportamenti virtuosi da tenere da zero anni fino al traguardo del secolo. Per ciascuna fascia di età ci sono suggerimenti sullo stile di vita, l’alimentazione, l’attività fisica e l’agenda della prevenzione. Ma il suggerimento più prezioso, che vale a ogni età, è coltivare il pensiero:

“Poter riflettere, esprimere il proprio pensiero e per questo essere tenuti in considerazione, è il regalo più bello che si possa fare alla longevità. Il pensiero infatti non richiede forza fisica, ma può rimanere intatto nella sua energia fino a 100 anni – abbiamo tanti esempi a questo riguardo, il primo che mi viene in mente è la nostra Rita Levi Montalcini – e può persino competere con le menti giovani, perché l’esperienza accumulata nel tempo è una ricchezza e un serbatoio di creatività.”

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