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Luoghi e non luoghi

Della serie “Appassire con stile”: Il giardino mi accoglie dopo il portale con il mitico ideogramma cinese FO’ che significa FELICITA’: per il mio compleanno ( e sono più di 70…) ritorno in visita nel giardino che amo, adagiato su un promontorio sul mare. In fondo alla scaletta di pietra è fiorita la jacaranda; qui h-1crescono mille specie di piante (se vuoi puoi saperne il nome, consultando il cartellino alla base di ciascuna) che incredibilmente si ammantano di fiori sconosciuti, ma il giardino è ricco di fiori in tutte le stagioni perché vi convivono piante locali e piante esotiche che qui si sono acclimatate. I fiori creano fragranze che si perdono sul mare, ma anche il mare invade il promontorio col suo umido profumo… Qui, dove anche le vecchie piante mantengono la loro eleganza e la loro forza è facile per noi senior sentirci in sintonia con la natura ma anche con noi stessi: contattare l’energia che ancora ci pervade con la forza dei ricordi e della vita che ci ha attraversato e ci ha permesso di essere ciò che oggi siamo.

Ecco, sono in un mitico giardino, è vero, ma mi sento così anche perché mi trovo in un “luogo”, come dicono i sociologi, dove sono in sintonia con la natura, mi sento tutt’uno col mondo e con le altre specie viventi: le piante, gli animali, l’acqua, la terra. E’ un posto fatto di ordine e di bellezza, dove scopriamo la lingua della natura che dialoga col nostro io più profondo. Un posto unico, contrapposto a quelli che i sociologi chiamano “non luoghi”, creati dalla nostra epoca: i centri commerciali, gli aeroporti, gli spazi verdi, i quartieri di servizi, le zone residenziali.

I “non luoghi” sono pianificati, concepiti a tavolino da architetti, sociologi, urbanisti, simili in tutte le parti del mondo, dove non trovi punti di riferimento, dove ti perdi anche se li conosci. Rispondono a principi commerciali, funzionali, sono fatti per il consumatore, non per l’Uomo. Ho improvvisamente capito perché in un centro commerciale vicino, anche gradevole, con vari camminamenti all’aperto, dove vado da anni a far compere, mi perdo sistematicamente; ecco perché è tutto tappezzato di cartelli con indicazioni SIETE QUI, mentre non si sa esattamente dove si è e così si continua a girare, a vedere i negozi, anche quelli che non ti interessano, che ti tentano con le loro offerte. I “non luoghi” sono anonimi, omologati, voluti dal progresso che pianifica tutto e rende tutto uguale in ogni parte del mondo.

p1170131I “luoghi” invece, oltre ad essere unici, hanno una destra, una sinistra, un centro, ci si orienta facilmente e come d’istinto. Ci pare di ritornare, di ritrovare qualcosa di perduto, ma che era dentro di noi.

“Luoghi” simili ci sono nelle città; angoli di mondo creati dall’uomo e dalla natura, giardini curati o altri che sembrano abbandonati, ma dove verve una vita di piante, di umidità, di piccoli animali e di uccelli, dove spesso si vedono nonni e bambini; ma i “luoghi” li vediamo anche passando per le strade in macchina: un frutteto protetto da una staccionata, un roseto che si arrampica su un muro di cinta, una vecchia cappella fuori porta. Sono “luoghi” che si fanno notare, dotati di carattere, dai quali, anche al solo vederli, ci sentiamo rigenerati.

“Luoghi” e “non luoghi” fanno parte del nostro mondo e rispondono a bisogni diversi. Ma sono i “ luoghi” quelli in pericolo, destinati spesso a sparire, inghiottiti dalla modernità; eppure sono quelli nei quali l’uomo si riconosce e nei quali il mondo naturale si manifesta al meglio. E noi senior che individuiamo quei “luoghi” al primo sguardo, dobbiamo farli riconoscere, amare, rispettare anche ai nipoti e ai nostri giovani, ottemperando ad uno dei valori che, come sostiene Roszak, sono cari a noi senior: la salvaguardia della salute e della bellezza del pianeta.

In foto: i giardini Hanbury

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