aspettative-imprese—header
immagine-senior-header
silver-value
2017-09-12-generazioni-a-confronto—banner-header_2
Letti e visti

Mamma a carico. Mia figlia ha novant’anni

Gianna Coletti è un’attrice milanese. A 52 anni, affronta con serenità e una buona dose di autoironia l’ingresso in una nuova fase della vita: la menopausa, le problematiche esistenziali legate all’età e anche l’accettazione tutto sommato serena del fatto di non aver avuto figli. Ha una relazione a distanza da 25 anni con Lorenzo, attore anche lui, che vive a Roma.

mamma-carico

Gianna Coletti, Mamma a carico, Einaudi

La mamma di Gianna ha novant’anni ed è ancora relativamente autonoma, nonostante abbia perso la vista da molto tempo. E’ una forza della natura e il suo carattere forte e ribelle è stato spesso causa di conflitto, in passato, nel rapporto madre figlia. Lo è tuttora, ma Gianna sta imparando a vivere con leggerezza nuova le intemperanze di sempre, forse perché la fragilità fa tenerezza, e perché non si può resistere a una mamma che chiede: “Giannina! Da’ un caramellino alla tua vecchia che ti vuole bene!”

L’anziana mamma è – o pretende di essere – ancora autonoma, nonostante la cecità.

Ogni volta che deve partire per lavoro, Gianna le fa tante raccomandazioni, forse soprattutto  per rassicurare se stessa, e si rassicura, infatti, quando la mamma ribatte: “Cosa continui a ripetermi sempre le stesse cose? Guarda che io ci sto con la testa!”.  Non la sfiora il sospetto che chi ci sta davvero con la testa non ha bisogno di affermarlo.

L’illusione di Gianna è che questo equilibrio, pur precario, duri per sempre, mentre lei va avanti nella sua vita, barcamenandosi tra lavoro e affetti

Non è così, purtroppo, e quando il declino della madre inizia all’improvviso, rapidissimo e inarrestabile, Gianna si rende conto di esserne impreparata. Lei che non ha avuto figli,  adesso è madre di una madre sempre più fragile, sempre più confusa, ma ancora battagliera e indomabile: ha una mamma a carico.

La vecchiaia dei genitori spesso fa emergere – a volte dolorosamente – il contrasto tra i conflitti del passato e il bisogno odierno di recuperare il rapporto, di colmare i vuoti dei non detti, di tacitare i sensi di colpa per ciò che non è stato fatto. E’ il momento in cui è necessario superare le ferite non sempre rimarginate delle antiche incomprensioni, e guardare avanti, con l’unico obiettivo di proteggere la vita sempre più fragile degli anziani.

La storia di Gianna è una storia come tante, molti si riconosceranno nelle angosce, nelle apprensioni, nei sensi di colpa, nei salti mortali per conciliare gli impegni professionali e personali con le continue richieste di una madre la cui vita è ormai appesa a un filo. Il tutto in una fase della vita in cui si inizia a fare i conti con il proprio stesso declino.

Mamma a carico è una lettura che consola almeno un po’ chi si è riconosciuto nelle vicissitudini dell’autrice. Gianna Coletti, con una scrittura lieve, spesso incline al sorriso, ci fa riflettere sull’importanza di non perdere noi stessi nel percorso drammatico di accompagnamento dei nostri anziani: non si può fare a meno di continuare a curare la nostra vita, i nostri affetti, il nostro lavoro, pur tra mille difficoltà.

Gianna Coletti – Mamma a carico. Mia figlia ha novant’anni – Einaudi

Commenta