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Le cose cambiano

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Cathleen Schine, Le cose cambiano, Mondadori 2016

Aaron e Joy Bergman sono una coppia di ebrei newyorkesi ormai nell’età del declino. Non potrebbero essere più diversi: Aaron, fascinoso e inaffidabile, è convinto che non sia necessario sforzarsi troppo, perché le cose andranno bene comunque. Joy è sentimentale, ma concreta e, nonostante l’età, lavora ancora con passione in un piccolo museo di cui è curatrice.

Il loro è stato un matrimonio d’amore:  “Erano una cosa sola. Si tenevano per mano quando camminavano per strada, si scambiavano bocconcini come due parrocchetti. Per i bambini era imbarazzante avere due genitori così inseparabili. E rassicurante.”

Quella della famiglia Bergman è una storia come tante. I figli, Molly e Daniel, vivono la loro vita e i genitori, ormai soli nel loro appartamento di New York, affrontano il declino di Aaron, affetto da demenza.

Joy, forte e determinata, assiste il marito da sola, rifiutando ogni aiuto, e rifiutando anche di accettare fino in fondo la realtà:

“«Papà sta avendo qualche difficoltà, Molly. A volte è confuso.»

«Lo so. D’altra parte, è malato di demenza senile.»

«Non essere irrispettosa.»

Joy non apprezzava la parola ‘demenza’. E ‘Alzheimer’ era anche peggio”.

Cathleen Schine, nel raccontare la quotidianità dei Bergman, tocca con sensibilità e ironia temi ben noti alla nostra generazione: lo smarrimento di fronte all’età che avanza e al mondo che cambia troppo in fretta per poter tenere il passo.

E poi la difficile convivenza con la malattia del coniuge, e i conflitti con i figli, costretti a barcamenarsi tra il sincero desiderio di aiutare i genitori e le esigenze della propria vita di adulti, con conseguenti sensi di colpa non sempre facili da gestire.

Infine, il grande tabù: l’affettività e il sesso nell’ultima parte della vita. Curiosamente, la nostra generazione ha superato tanti pregiudizi riguardo al sesso, ma le generazioni che sono venute dopo di noi sembrano in difficoltà nell’accettare che i propri genitori, quando diventano anziani, possano avere una vita affettiva e sessuale.

Così, mentre l’anziana Joy, superate le perplessità iniziali, accetta che la figlia Molly lasci il marito per una donna, tanto da riuscire a chiamare ‘nuora’ la nuova compagna, Molly e David si scandalizzano quando vengono a sapere che la madre ha incontrato al parco un antico spasimante e si oppongono con decisione a una possibile relazione tra i due, dopo la morte del padre.

Le cose cambiano, recita il titolo, ma la protagonista Joy riesce a mantenere immutate le sue certezze: l’amore per Aaron e per la famiglia che ha creato con lui, il suo lavoro, e New York, la sua città.

E saranno proprio i suoi punti fermi a darle la forza di superare l’ultima prova, la morte di Aaron.

Cathleen Schine, Le cose cambiano, Mondadori 2016.

 

Schine ha già affrontato, con la consueta profondità introspettiva, il tema dell’affettività delle donne non più giovani, con due libri in particolare.

Tutto da capo (2012) racconta di Betty, che, dopo 50 anni di matrimonio, deve reinventarsi una vita, dal momento che il marito la lascia per una donna più giovane.

Sono come lei (2015) narra i sentimenti, le passioni e la malattia affrontate da tre donne: madre, figlia e nipote.

 

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