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Alimentazione

A tavola dopo i 55

Cosa mangiamo e cosa dovremmo mangiare.

Chi di noi è stato bambino nel dopoguerra sa bene che il periodo più difficile della nostra storia recente è stato affrontato con grande coraggio da un’Italia prevalentemente contadina. Erano anni in cui, a fronte di una disponibilità di cibo chiaramente limitata, si faceva particolarmente tesoro di ciò che la terra poteva offrire.

seniorhealthstoresRispetto ad oggi, come sottolineato dall’INRAN, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (oggi CREA-NUT), si seguiva – seppur forzatamente e con la pecca dell’insufficiente quantità e varietà – un tipo di alimentazione più spostato sul mondo vegetale, in cui, come fonti di energia, i carboidrati avevano un ruolo molto maggiore rispetto ad oggi a discapito dei grassi, che in seguito hanno progressivamente assunto un peso circa doppio.

Crescendo, abbiamo visto poi il periodo d’oro della nostra società, il boom economico, un periodo di benessere diffuso in cui alimenti un tempo consumati solo occasionalmente, carne in primis, sono diventati man mano protagonisti quotidiani delle tavole italiane. Era il periodo in cui, come evidenzia INRAN, le proteine animali, prima consumate in maniera estremamente minoritaria, sono arrivate a equiparare quelle vegetali contenute primariamente in legumi e cereali.

Ma cosa, di questa storia giovanile, rimane ancora oggi sulle nostre tavole?

Cerchiamo la risposta nei più recenti dati ufficiali sui consumi alimentari in Italia, sulle porzioni e sulla frequenza di consumo raccomandata per i diversi alimenti.

Se guardiamo la tavola degli over 65 e quella della popolazione adulta (18-64), vediamo che i primi hanno una maggior predilezione per i prodotti derivati dai cereali, con una preferenza netta per il pane. Ne consumano più di quanto raccomandato, mediamente circa un panino in più ogni giorno rispetto agli adulti, quasi a conferma che questo alimento conserva un valore iconico, il significato stesso di cibo.

Poter mangiare carne sembra mantenere per i senior un ruolo rassicurante: ne consumano infatti circa una bistecca a settimana in più degli adulti under 65, che già eccedono leggermente rispetto alle raccomandazioni.

Tra i prodotti lattiero-caseari, equivalente ed eccessivo il consumo di formaggio, con un difetto invece nel consumo di latte sia tra gli over che tra gli under 65.

Per quanto riguarda frutta e verdura, sia i senior sia gli adulti sono purtroppo lontani dalle 5 porzioni al giorno raccomandate, benché nel primo caso ci sia un’attenzione maggiore verso questa categoria di prodotti, dal momento che ne consumano circa 1-2 porzioni in più ogni settimana.

Una grande differenza risiede invece nel consumo di vino, pari a circa un bicchiere e mezzo al giorno per i senior contro i due bicchieri alla settimana degli adulti più giovani. E’ il dato che forse più di tutti riporta alla tradizione della società in cui i primi sono cresciuti, in cui il vino si beveva tutti i giorni, a tavola o durante il lavoro nei campi, e arrivava a rappresentare una fonte non trascurabile delle calorie giornaliere, con un peso circa doppio rispetto ad oggi.

Maggiori dettagli sono stati forniti dalla ricerca “Generazione Senior: i nuovi stili di vita del benessere” condotta da GFK Eurisko per Osservatorio Yakult, che segue di qualche anno i dati INRAN ufficiali e vi aggiunge, quindi, una visione degli ultimi sviluppi.

La ricerca dà in particolare uno spaccato del mondo senior e indaga in maniera specifica il vissuto dei “nuovi senior”, persone particolarmente attive e in salute che ammontano – vanto dell’Italia – a circa 2.400.000 su tutto il territorio.

Amano viaggiare, leggere, prendersi cura di sé, fare attività fisica e prestare attenzione all’alimentazione, soprattutto in chiave preventiva: il 73% infatti riduce zuccheri, sale, grassi e alcool, mentre negli ultimi 3 mesi il 23% ha consumato alimenti probiotici – quasi il doppio rispetto ai senior più tradizionali.

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