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Ricerche

Religione e spiritualità tra i senior

Dati sorprendenti sono emersi da uno studio sulla religione e la spiritualità delle persone di età più avanzata, condotto da professori di illustri istituzioni nordamericane: secondo questo studio negli Stati Uniti il 90% delle persone di età più avanzata si ritiene religioso e spirituale; il 5% si reputa solo interessato nuvole_79alla spiritualità, mentre sarebbero ben pochi coloro che non si ritengono né religiosi né spirituali e in generale non confidano su pratiche religiose o spirituali per dare significato all’esistenza.

Dalla ricerca risulta anche che il 96% crede in Dio o in uno spirito cosmico; il 90% prega e il 50% partecipa a funzioni religiose ogni settimana o anche più spesso.

Rispetto ad altre fasce di età i senior hanno un livello di partecipazione religiosa più elevata. Una delle possibili spiegazioni di questo dato, suggerita dallo studio, è che la comunità religiosa per queste persone diventa una fonte considerevole di supporto sociale al di fuori della famiglia e il coinvolgimento in organizzazioni religiose è il tipo più comune di attività di volontariato sociale.

La religione e la spiritualità sono concetti simili ma non identici. La religione è spesso vista come un fondamento più istituzionale, più strutturato e più tradizionale e può essere associata a un credo organizzato e consolidato. La spiritualità si riferisce all’intangibile e all’immateriale e, pertanto, può essere considerata un termine più generale, non associato a un particolare gruppo oppure organizzazione. Può fare riferimento a sentimenti, pensieri, esperienze e comportamenti legati all’anima o a una ricerca del sacro (per esempio, un’entità divina, una realtà o una verità suprema).

Questi dati così alti si potrebbero spiegare anche con i benefici che, secondo lo studio, la religione può portare con sé, ad esempio atteggiamenti positivi e di speranza verso la vita; anche le malattie sarebbero affrontate con maggiore serenità, e tanto più la perdita di una persona amata; inoltre la fede religiosa favorirebbe i rapporti sociali e darebbe senso alla vita.

Ma, sempre secondo lo studio, ci sarebbero anche conseguenze dannose da considerare quando si parla di religione, poiché essa potrebbe alimentare sensi di colpa, ansie e inflessibilità. Basti pensare ai gruppi religiosi che sconsigliano le cure per la salute fisica e mentale sostituendo i farmaci con riti religiosi o altro; possono anche allontanare dalle famiglie come accade quando si entra a far parte di alcune sette.

Al di là delle considerazioni sui possibili effetti positivi o negativi della religione, quel che colpisce è che, secondo questo studio, almeno negli Stati Uniti la maggioranza delle persone in età avanzata dà un grande peso alla religione e la considera parte integrante della propria vita.

Scritto da Eugenia Marzocca, psicologa

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