banner-header
Letti e visti

Sully

sully1

Clint Eastwood e Tom Hanks sul set di Sully

Clint Eastwood ha smesso di essere senior da più di dieci anni. La sua storia professionale è sorprendente perché riceve il Leone d’oro alla carriera nel 2000, a 70 anni quando la sua fortunata carriera di regista è appena iniziata. Ora lui è un grande vecchio del cinema che ha attraversato la nostra vita davanti alla cinepresa e dietro alla cinepresa, sempre con lo stesso carisma e la stessa autorevolezza. Solo lui poteva fare un film come Sully che dura un’ora e mezza ed è perfetto (da quanti anni rimpiangevamo film brevi e senza la mezz’ora di troppo, utile solo per inserirvi la pubblicità?).

Sully è il pilota americano che ha fatto atterrare l’aereo sull’Hudson, un fatto di cronaca su cui non era facile costruire un film non banale. Ma Sully non è un supereroe. E’ un uomo competente ma fragile che deve prendere una decisione difficile. Il suo incubo è che l’aereo finisca contro i grattacieli, come è mostrato nella memorabile sequenza iniziale. Dai passeggeri messi in pericolo e poi salvati è considerato un eroe ma per la commissione d’inchiesta è un pilota che ha perso un aereo forse per superficialità, forse per protagonismo. E si sa che gli aerei sono costosi. La commissione insinua dubbi. Non poteva tornare a La Guardia? Non lo si dice, ma il problema è naturalmente economico. Per la commissione l’esperienza del pilota e la salvezza dei passeggeri sembrano contare poco. Così Eastwood ci mostra un personaggio in crisi, in cui i dubbi della commissione lasciano tracce anche se sa di aver fatto la cosa giusta. Nel decidere Sully è una persona qualsiasi. Quando si prendono decisioni importanti non si è mai sicuri che non sarebbe stato meglio decidere altrimenti. Il tema della responsabilità è al centro della pellicola.

sully-tom-hanks_980x571

Sully, il protagonista, interpretato da Tom Hanks

La costruzione del film non è lineare. Il regista alterna i vari elementi in un montaggio serratissimo. Non c’è un’inquadratura di troppo e molte sequenze sono indimenticabili. Certo, l’atterraggio è la scena madre del film. Qui Eastwood evita di fare il solito action movie, improntato all’eccesso, per cercare una chiave realistica. E ci riesce. Gli effetti speciali ci sono ma non si notano, sono in secondo piano. Lo spettatore vive attraverso le emozioni di Sully e soprattutto dei passeggeri, con cui è facile identificarsi. L’impatto è emotivamente forte. Chiunque avrebbe potuto essere al loro posto. E’difficile pensare a questa scena come a una fiction. E il regista ci porta dentro la cabina ad ascoltare rumori e silenzi. Già visto? Non nello stesso modo. Le simulazioni di volo, molto interessanti, ci fanno vedere le alternative che avrebbe avuto Sully. E anche qui il fattore umano, il fattore psicologico, risulta l’elemento unico e non riproducibile.

Tom Hanks dà spessore alla figura di Sully. La sceneggiatura è stringata. Un regista ottantaseienne, un attore sessantenne e un personaggio reale senior danno vita a una storia tanto particolare quanto universale per il modo con cui Eastwood l’ha trattata. Un film stringato e coinvolgente da non perdere.

“Sully” di Clint Eastwood

con Tom Hanks, Aaron Eckhart, Laura Linney

Per vedere il trailer clicca qui

Commenta