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Rilanciare o ripiegare ?

Capita a tutti di farsi prendere da una sorta di “pigrizia dell’invecchiamento”.

Uno stato d’animo che ci porta a ripetere le routine di tutti i giorni come un’automatismo immodificabile e non rinnovabile, un pensiero che ci conduce a credere che tanto invecchiando non vale più la pena di prendersela davvero per viso donnaqualcosa, un sentimento che smonta ogni iniziativa perché sembra che lo sforzo per fare qualcosa di nuovo sia superiore alla soddisfazione che ne ricaveremmo.

Questa particolare “pigrizia” si manifesta nel “lasciarsi andare”, nel ripiegare, nel rintuzzare, nel diventare incapaci di guardare avanti con motivazione e con passione.

Ma naturalmente se lasciamo vincere questo stato d’animo costruiamo le premesse per una vecchiaia triste e piatta. Gettiamo le basi perché i decenni di vita residua siano all’insegna del grigio. Creiamo le condizioni per non riuscire a sfruttare le tante opportunità che oggi sono offerte ai senior .

Al contrario, chi riesce a darsi una prospettiva e prende in mano gli anni dell’invecchiamento ha più chances di vivere in modo pieno e con soddisfazione la nuova stagione di vita. Chi riesce a ripensarsi, a rinnovarsi, a gettare lo sguardo in avanti e non solo nello specchietto retrovisore ha più probabilità di sfruttare le potenzialità che la longevità oggi offre.

Attenzione però: non è necessario giocare sempre “al rilancio”, “all’attacco”.

Spesso ripiegare è saggio ed evita sconfitte cocenti. Ad esempio, la prudenza può essere una strategia vincente quando ci si accorge che non avremmo le forze per fare altrimenti e quando ci sembra che siamo circondati da sfide e minacce che non riusciamo ad affrontare.

coppia in bici lei mattaResta il fatto che chi riesce a pensare se stesso anche nel futuro e non solo nel passato incrocerà più probabilmente delle opportunità per vivere appieno gli anni della vecchiaia.

Attività, lavoro, salute, relazioni, estetica: sono tutti terreni su cui possiamo “lasciarci andare” oppure su cui possiamo “rilanciare” e pensare il futuro, prendendoci cura di noi stessi e rinnovandoci nel modo che è più congeniale alle nostre attitudini ed esigenze.

Ad esempio, sul fronte delle attività, lavorative e non lavorative, che svolgiamo, dei progetti cui ci dedichiamo, riusciamo ancora a porci domande di questo tipo: “dove posso imparare qualcosa di nuovo?” o “in quali attività potrei trovare qualcosa di inesplorato, che non mi riesce ad occhi chiusi ma che mi potrebbe piacere?”

E sul fronte della salute e del fisico, siamo abbastanza attenti alla prevenzione?, ci diamo un programma di attività e di esercizi fisici ? di controlli medici periodici ?

Quanto all’estetica e all’aspetto, uso solo i vestiti che ho nel guardaroba da dieci anni (ammesso che la taglia sia ancora quella giusta) o cerco di rinnovarmi ? E al momento dello shopping, vado a comprare nei soliti posti sempre le stesse cose oppure riesco a introdurre qualche novità ? Capelli, trucco, accessori: rigorosamente quelli in cui mi riconosco da una vita, o oso una modernità ?

Last, but not least: le relazioni. Evito sistematicamente di interessarmi a persone conosciute da poco o mi lascio ancora incuriosire da persone nuove ? Frequento rigorosamente solo i vecchi amici fidati o provo ancora ad allargare la cerchia di conoscenze ?

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