immagine-senior-header
silver-value
2017-09-12-generazioni-a-confronto—banner-header_2
Argomenti

Guardare con occhi nuovi

Monviso dall'arco

Il Monviso dall’arco trecentesco di San Martino

Della serie: “Appassire con stile”: Sono addetta al settore scuola nella mia Associazione Guide Cicerone e quest’anno abbiamo avuto la richiesta di tenere delle lezioni all’ Istituto per il Turismo, abbinate alle uscite in campo, per conoscere la storia e i monumenti più significativi della cittadina del basso Piemonte, dove abitiamo. Oggi è la seconda lezione in aula: due ore di commento di slide che abbiamo preparato con cura sulla storia del castello e le fortificazioni trecentesche della città, mentre sabato i ragazzi andranno in visita sul campo con altri colleghi.

Mi sto preparando, la borsa è pronta, la pendrive pure, i fogli sono nella cartellina dalla sera prima. La classe è una terza di ventun adolescenti maschi e femmine, timidi, attenti. Ho sempre il problema di come vestirmi, in questi casi. Ragiono tra me che non sono una di loro e non voglio fare la finta giovane, perciò niente blue jeans, niente T-shirt, niente scarpe sportive. Mi metterò dei pantaloni neri, maglia nera, bella collana d’ambra col bracciale, stivaletti e una sciarpa colorata. Sono una senior e come tale mi voglio presentare. Sono lì per dire che nessuno di noi, ai nostri tempi, è stato educato a guardarsi intorno, a considerare il rapporto con l’arte un fatto quotidiano. Ma oggi ci pare importante che voi, ragazzi, camminando nella città, andando a scuola, possiate finalmente accorgervi di ciò che vi circonda: un palazzo, un’epigrafe memoriale, un portale e che incominciate a leggere ciò che è intorno a voi: a che epoca risale, il suo significato. Se voi ragazzi aveste il desiderio e gli strumenti per farlo, per così dire, in automatico, sarebbe un successo strepitoso. Passare davanti al nostro bel castello e sapere quando è stato edificato, da chi, perché, vuol dire aprire gli occhi sull’enorme “patrimonio culturale e artistico della nazione italiana” ( art. 9 della Costituzione) che è intorno a noi, a Km zero, e che manteniamo con le nostre tasse. Insomma l’essere consapevoli delle ricchezze artistiche che avete intorno vi renderà più attivi e responsabili: sarete visitatori e non consumatori; educatori di voi stessi e non contenitori da riempire; cittadini e non clienti.

Questo dirò ai ragazzi… E cercherò di non essere noiosa. La battaglia di S.Quintino, la pace di Cateau Cambresis, Emanuele Filiberto, i Savoia…, ragazzi, li ritroverete nella storia classica, qui li vediamo per i risvolti che hanno avuto nella nostra storia locale e quando li ritroverete forse ve ne ricorderete e magari un giorno vi interesserà approfondire di più… chissà!

Alla lezione li ho visti interessati e attenti, qualcuno prendeva appunti e alla fine ho distribuito dei foglietti e ho chiesto loro di scrivere qual era il luogo della loro cittadina che preferivano e perché. A casa ho guardato con curiosità le loro risposte. Non credevo ai miei occhi ma molti di loro hanno scritto che guardano con più attenzione e curiosità la loro città, che non avevano mai “guardato” il castello, che per loro era solo la Biblioteca cittadina, ma che ora lo vedevano bello e pieno di storia; che non avevano mai notato la Porta trecentesca sotto cui passano ogni giorno; che già amavano un viale dove sono soliti trovarsi e dove ci si collega ad Internet gratuitamente (e ci sta), e da cui c’è “una vista mozzafiato sulle Alpi circostanti”, ma che non sapevano che era su un tratto di antiche mura restaurate. Una ragazza ha scritto che ama il Bastione perché “i pezzi che mancano mi fanno capire la bellezza del tempo passato…”.

Penso che non è vero che i ragazzi sono indifferenti, ma rispondono sempre se opportunamente sollecitati: è questo il delicato compito di noi senior verso di loro. Certo, i ragazzi non sono dei vasi da riempire di nozioni, ma dei fuochi da accendere: per sollecitare la loro curiosità, per aprire loro le strade del sapere, per farne degli adolescenti più ricchi perché più consapevoli.

Ma anch’io, preparandomi per loro sono diventata più attenta e curiosa delle bellezze che mi circondano, per passare il messaggio che non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, per andare oltre….

Commenta