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Letti e visti

Quello che l’acqua nasconde

Edoardo Rubessi, genetista di fama mondiale, torna nella città natale, Torino, per sperimentare una cura innovativa rivolta ai bambini affetti da una malattia genetica rara e letale: è il coronamento di anni di studi sulla materia.

A. Perisinotto, Quello che l'acqua nasconde, Piemme

Alessandro Perisinotto, Quello che l’acqua nasconde, Piemme 2017

Da trentacinque anni vive negli Stati Uniti e il viaggio in Italia è anche l’occasione per mostrare alla moglie Susan i luoghi della sua giovinezza.

L’accoglienza in patria è trionfale. Mentre i media discutono sul “rientro dei cervelli”, tre famiglie, i cui bambini sono stati selezionati per la terapia sperimentale, lo attendono con trepidazione: una speranza di salvezza per tre casi disperati.

L’avventura italiana è però turbata dal “vecchio”, un misterioso personaggio che si insinua nelle giornate di Edoardo e Susan, provocando turbamento nel medico, mentre la moglie inizia a porsi interrogativi sull’uomo che ha sposato.

Chi è Edoardo Rubessi? L’ex ragazzo prodigio, studente umbratile e geniale, figlio di un facoltoso notaio, brillante cervello in fuga che ha trovato all’estero il giusto riconoscimento? Oppure?

Mentre all’ospedale Rubessi lavora per dimostrare la correttezza delle sue intuizioni, un ex compagno delle elementari – la voce narrante del romanzo – accompagna Susan alla scoperta dei segreti del marito, in un avvincente susseguirsi di rivelazioni sempre più inquietanti.

Con il ritmo narrativo di un thriller, il lettore scopre un “uomo a strati”, e ciascuno strato, una volta rimosso, porta alla luce verità sconvolgenti che per decenni erano state gelosamente nascoste.

Nel passato di Edoardo Rubessi albergano i fantasmi del nostro passato recente: il terrorismo e il manicomio.

Ciascuno di noi, giovane negli anni 70, ha memorie ed emozioni legate ai fatti degli anni di piombo. Non tutti conosciamo a fondo la tragedia dei “matti” prima che Franco Basaglia alzasse il velo su una realtà che ben poco aveva da invidiare ai lager.

Alessandro Perissinotto, che ha vissuto quegli anni, dipinge con maestria le due realtà, apparentemente distanti tra loro, ma che nella trama del romanzo si intersecano in modo avvincente. E tratta anche un altro tema a lui caro: il doppio, il protagonista che si misura con un altro sé, tema già trattato nel precedente romanzo “Le colpe dei padri” *.

La storia personale di Perissinotto è una bella testimonianza per i nostri giovani e vale la pena di accennarla. Figlio di operai alla Fiat della Torino degli anni 70, è diventato docente universitario e affermato scrittore, cambiando il corso di quello che poteva sembrare un destino segnato.

Quando “Le colpe dei padri” fu candidato al Premio Strega (arrivò secondo), alla domanda sulle previsioni circa il possibile vincitore, rispose così: “Il mio Strega l’ho già vinto. Dai 14 ai 18 anni sono stato in officina al tornio e alla fresa. Ora il più grande gruppo editoriale ritiene che il mio romanzo abbia dignità per partecipare al premio. Le sembra poco?” Leggi tutta l’intervista

Alessandro Perissinotto, Quello che l’acqua nasconde, Edizioni Piemme, 2017

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* Le colpe dei padri, Edizioni Piemme, 2013.

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