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Salute

“Scusa, cos’hai detto ?”

I disturbi dell’udito legati all’età e l’impatto sulla qualità della vita.

Tra le varie forme di ipoacusia la presbiacusia (dal greco πρέσβυς- “vecchio” e -ἄκουσις “relativo all’udito”) si riferisce alla progressiva riduzione dell’udito legata al normale processo di invecchiamento delle strutture anatomiche che fanno parte dell’apparato uditivo.

surdite-surdite copiaSi tratta di un processo degenerativo graduale e progressivo che inizia precocemente; tuttavia le prime manifestazioni cliniche si osservano prevalentemente tra gli over65, rendendo tale patologia caratteristica di questa fascia di età e di quelle più avanzate.

Si stima che circa il 30% dei soggetti con più di 65 anni ne sia affetto; tuttavia, in considerazione del progressivo invecchiamento della popolazione cui stiamo assistendo, in futuro la quota di popolazione colpita sarà nettamente maggiore. Inoltre gli uomini presentano tale patologia con una frequenza maggiore rispetto alle donne coetanee.

Quali sono le cause?

Non esiste una causa specifica: si tratta di un processo degenerativo legato all’invecchiamento.

Tuttavia si possono individuare alcuni fattori che possono aggravare tale processo, quali la predisposizione familiare, l’utilizzo di alcuni farmaci ototossici, l’ipertensione arteriosa, il fumo, il diabete mellito e l’esposizione abituale al rumore (per necessità lavorative o per hobby).

Quali sono le manifestazioni cliniche?

Si tratta di un’ipoacusia neurosensoriale (che colpisce cioè gli organi nervosi dell’apparato di senso uditivo) bilaterale e simmetrica ad andamento gradualmente progressivo. La progressione del danno negli anni presenta una grande variabilità da soggetto a soggetto. Vi sono diverse gravità a seconda dello stadio della malattia: inizialmente il soggetto ha difficoltà lievi relative alla percezione di suoni acuti, a carico delle frequenze più elevate (es. suono del campanello). In seguito la persona sperimenta una difficoltà crescente nella comprensione del linguaggio parlato, soprattutto in presenza di altre fonti rumorose (es. ambiente affollato, conversazione tra più persone). Sintomi associati possono essere acufeni (cioè disturbi uditivi caratterizzati da rumori quali fischi, ronzii, fruscii o pulsazioni che l’orecchio percepisce come fastidiosi) e disturbi dell’equilibrio.

Al di là del problema uditivo, il soggetto ipoacusico può frequentemente manifestare una depressione del tono dell’umore legata al progressivo isolamento sociale. Spesso questo è il sintomo per cui il paziente si reca dal medico non essendo pienamente consapevole della problematica uditiva che è insorta gradualmente, e a cui il soggetto si è inconsapevolmente adeguato grazie anche all’utilizzo di meccanismi compensatori (es. leggere il labiale dell’interlocutore). La persona affetta da presbiacusia, infatti, non riesce a partecipare attivamente alle conversazioni, è spesso a disagio in compagnia perché costretta a far ripetere più volte le frasi all’interlocutore e conseguentemente tende a evitare tali situazioni, isolandosi. Questo è il primo passo per l’insorgenza di una depressione del tono dell’umore.

Inoltre l’isolamento sociale e la depressione del tono dell’umore possono a loro volta contribuire a peggiorare le performances cognitive, aggravando, se presente, un’iniziale demenza.

Come effettuare una diagnosi corretta?

Al manifestarsi dei primi sintomi è opportuno recarsi dal proprio Medico di Medicina Generale che effettuerà un’accurata anamnesi sulle caratteristiche dei sintomi (tipicamente l’andamento è graduale, progressivo, bilaterale e simmetrico) e sull’eventuale presenza di fattori aggravanti, effettuerà anche una visita completa e valuterà l’opportunità di una valutazione specialistica. Sarà compito del Medico portare a termine un’attenta diagnosi differenziale nei confronti di altre patologie che possono manifestarsi in modo analogo (es. ipoacusie da traumi, da patologie neurologiche, internistiche, tumorali), se necessario ricorrendo anche ad altre indagini.

Per una corretta diagnosi è inoltre necessario l’esame audiometrico: si tratta di un esame indolore in cui sono messe alla prova le capacità uditive del soggetto con diversi stimoli.

Esiste un trattamento specifico?

Il danno alle strutture dell’apparato uditivo è irreversibile e pertanto non esiste una terapia specifica.

Si può intervenire con l’applicazione di protesi acustiche che rilevano il suono, lo amplificano e lo trasmettono all’orecchio e, in casi selezionati, si può ricorrere a impianti cocleari (si tratta di apparecchi che vengono inseriti chirurgicamente all’interno dell’orecchio del paziente e vanno a vicariare le funzioni normalmente svolte dall’orecchio interno che è danneggiato). Nel tempo sono state sviluppate protesi acustiche evolute e sempre più piccole per ridurre al minimo l’impatto estetico e il disagio derivante.

Esistono poi ausili specifici adatti a singole circostanze (es. cuffie per la televisione).

Potrebbe anche essere utile una riabilitazione uditiva che permetta ai soggetti di sfruttare delle strategie alternative quali il riconoscimento del linguaggio labiale.

La presbiacusia, come evidenziato precedentemente, presenta notevoli ripercussioni sul piano sociale e personale. Il riconoscimento e la diagnosi precoce sono pertanto fondamentali per permettere un intervento tempestivo e il miglioramento, ove possibile, della qualità della vita. E’ importante sensibilizzare gli over65 riguardo tale problema affinché si rechino dal proprio Medico di Medicina Generale e si sottopongano a screening adeguati non appena compaiono i primi sintomi.

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