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Senior nel mondo

Radu, senior rumeno alla ricerca di una soluzione

Radu è un ex-contabile rumeno che è andato in pensione da quasi 8 anni. Ha lavorato complessivamente 40 anni però ha potuto recuperare contributi solo per 32. Negli anni ‘90 del secolo scorso, quando la sua azienda nel nord del paese è stata chiusa, Radu ha preso diversi lavori saltuari senza pagare contributi pensionistici al sistema nazionale. Col tempo e con l’arrivo di nuove aziende vicino alla sua città, è riuscito a spostarsi per rientrare nel mondo del lavoro ufficiale riuscendo a contribuire di nuovo alla sua pensione.

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pensionati in Romania

Ad oggi, ai suoi 70 anni, vedovo e senza figli, ha qualche problema di salute che sta mettendo un po’ in difficoltà i suoi risparmi. È riuscito a comperare una casa in passato e sta considerando di venderla per poter coprire le spese mediche che gli necessitano. I suoi amici lo sconsigliano di farlo. Radu sta pensando a come trovare nuove alternative.

Durante gli anni ‘90 del secolo scorso, la Romania ha iniziato un percorso di transizione da un’economia di taglio socialista, pianificata centralmente e protetta, per entrare in un contesto governato da regole di mercato e soggetto ad influenze interne ed esterne non sempre prevedibili. È stato un periodo dove si sono anche aperte nuove opportunità per la popolazione, con conseguenti maggiori differenze economiche tra le persone. Come è accaduto in altri paesi dell’ex-blocco sovietico, il paese è diventato una meta per gli investimenti esteri che hanno però trovato qui una base industriale in gran parte da svecchiare o localizzata in zone isolate con evidenti difficoltà logistiche. La tradizione del regime prima del 1989 voleva che gli impianti fossero costruiti in località che rispondevano più a criteri di pianificazione e creazione di posti di lavoro , che ad un approccio di competitività e di ottimizzazione delle risorse esistenti. L’arrivo (o la nascita in loco) di nuovi investitori spesso ha rappresentato la chiusura o la razionalizzazione di questi impianti con il conseguente spostamento dei siti produttivi. Questo ha creato un ri-equilibrio nell’occupazione con perdite o aumenti di occupazione. Il cambiamento a suo tempo ha rappresentato anche una sfida per costruire abilità nuove per essere competitivi. Le persone economicamente attive dell’epoca dovettero spostarsi per poter continuare a lavorare e adattarsi al nuovo contesto: le più fortunate, flessibili e con competenze più spendibili hanno trovato lavori presso le nuove società; altri hanno dovuto sopravivere con lavori non formalizzati, rischiando tra le altre cose, di non poter contribuire al loro sistema pensionistico. Molti hanno avviato delle proprie attività economiche diventando imprenditori. Gli attuali pensionati in Romania, cosi come la popolazione che al giorno d’oggi si prepara ad andare in pensione (trentacinquenni all’epoca dei grandi mutamenti economici) hanno vissuto gli ultimi trenta anni in maniera complessa, preparandosi ad affrontare un futuro che presenta ancora molte incertezze.

Dopo una serie di cambiamenti nelle leggi e molti dibatitti interni nel paese, l’età per andare in pensione per gli uomini è stata fissata a 65 anni già nel 2016, mentre per le donne si dovrà arrivare gradualmente ai 65 anni nel 2030 dai 61 anni attuali. Il sistema pensionistico attuale si basa su tre pilastri. Il primo, il sistema statale di pensioni, obbligatorio e construito con i contributi delle aziende e delle persone, per il quale occorrono 35 anni di contributi per avere accesso ad una pensione piena o in alternativa ad una pensione di vecchiaia, con un minimo di 15 anni di contributi.

Il secondo pilastro è costituito da fondi privati, fonti addizionali di copertura pensionistica con un carattere di obbligatorietà ed infine il terzo pilastro sono le assicurazioni volontarie che beneficiano di vantaggi fiscali. Questa varietà di pilastri è il risultato della maggiore consapevolezza che il sistema debba trovare delle fonti di finanziamento alternativo, dato che la situazione demografica (popolazione in diminuzione e aumento nelle aspettative di vita) mettono in difficoltà le previsioni del futuro.

La Romania è infatti il sesto paese dell’Unione Europea per popolazione, con 19,2 milioni d’abitanti, subito dopo la Polonia, con una proiezione di de-crescita per il 2030 (18 milioni) e per il 2016 (14 milioni). La popolazione continua a diminuire a seguito della migrazione verso l’estero, fattore che causa anche l’uscita dal paese di competenze e di potenziali contributi ai sistemi previdenziali. Inoltre, il tasso di nascite appare sempre più in calo a fronte di una popolazione la cui aspettativa di vita continua a crescere. Secondo alcune proiezioni, la Romania diventerà il dodicesimo paese con maggiore numero di popolazione senior nel mondo.

Ad oggi, gli over 55 in Romania rappresentano quasi il 28% della popolazione, mentre gli over 65 sono circa il 18%. L’ aspettativa di vita del paese è più bassa della media dell’Unione Europea: le cifre ufficiali del INS (National Institute of Statistics ) indicano 75 anni, dove le donne vivono circa 77 anni e gli uomini circa 70 anni. Il servizio medico nazionale presenta molte carenze e spesso non riesce a dare risposta a prezzi accessibili alla maggior parte dei pensionati. Quando si parla di popolazione senior in questo paese, si deve inoltre ricordare che il luogo di abitazione di queste persone può causare un impatto negativo supplementare. Secondo un report dell’ENEPRI (The European Network Policy Reasearch) la Romania presenta carenze importanti nei servizi pubblici e si dimostra più debole nelle zone rurali, dove infatti vive la maggior parte della popolazione senior. Queste persone spesso hanno lavorato nelle fattorie collettive del periodo comunista e oggi vivono in zone isolate con pensioni molto basse. Secondo CARP Ormenia, una associazione che offre servizi di assistenza anche alle persone senior, nel 2010, il 72,7% delle persone in pensione nelle zone rurali non poteva permettersi alcuna visita medica.

Essere senior in città invece sembra un po’ meno penalizzante. Ci sono diverse associazioni di volontari che cercano in qualche modo di colmare alcune delle difficoltà per le persone senior. Una di queste associazioni è appunto la CARP Omenia situata a Bucarest. Secondo le loro statistiche nel paese ci sono 3 milioni di persone in pensione (ovvero più del 25% della popolazione) e circa il 21% di questi abita a Bucarest. Secondo fonti di uno studio Eurostat del 2013, il 5% dei Rumeni over 65 vive in povertà estrema e circa il 40% delle persone anziane hanno difficoltà a sopravivvere. CARP Ormenia si focalizza nell’aiuto a domicilio degli anziani. Secondo le loro statistiche, 1 rumeno senior su 5 ha bisogno di assistenza domiciliare, ma meno dello 0,25% può permettersi questo tipo di servizio.

C’è un numero crescente di associazioni volontarie che cerca di arginare le difficoltà che fronteggia la popolazione degli over 65 oggi, facendo azioni sia di contenimento che di aumento di consapevolezza nell’opinione publica. La loro strada per la gestione di questa popolazione in futuro non è semplice e deve tenere conto di evoluzioni demografiche che si prevedono importanti. In futuro, verso il 2060, la popolazione nazionale tenderà a ridursi ancora di più (dai circa 20 milioni attuali a 14 milioni), mentre la percentuale della popolazione economicamente attiva (quella dai 15 ai 65 anni) si ridurrà dal 66% al 55%. La popolazione degli over 65 crescerà dall’attuale 18% al 30% della popolazione totale. Uno scenario sicuramente complicato.

Radu ha saputo tramite alcuni suoi amici che esiste la possibilità che lui possa scambiare l’uso della sua casa con una famiglia bisognosa in cambio delle loro cure, un’idea che gli sembra azzardata. Un’altra alternativa sarebbe la vendita della sua casa con un contratto simile alla “nuda proprietà”, mantenendo l’usufrutto della sua casa e avendo un capitale addizionale per poter far fronte alle spese mediche. Radu ci sta pensando con attenzione, valutando i pro e contro di ogni soluzione. Non potrà però aspettare molto tempo: ha veramente bisogno di cure subito.

Nota: Le esperienze contenute nel testo corrispondono a episodi vissuti o testimonianze all’autore e sono rielaborate per una migliore comprensione dei temi. Ogni eventuale somiglianza a persone o situazioni reali è da considerarsi una concidenza.

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