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Il terzo tempo

Lidia Ravera, Il terzo tempo, 2017 Bompiani

Lidia Ravera, Il terzo tempo, 2017 Bompiani

“Costanza non è vecchia però presto lo sarà”.

Costanza è stata giovane quando i giovani inventavano nuovi stili di vita, ribaltando certezze e valori. Alle soglie del terzo tempo, vive l’inquietudine della vecchiaia imminente e vorrebbe attraversarla fuori dagli schemi.

Il matrimonio tradizionale, ad esempio: pensando a quello dei suoi genitori, intristiti negli anni maturi e separati solo dalla morte della madre, Costanza impone al marito una separazione preventiva, ciascuno a casa propria, con la consuetudine di cenare assieme in un bel ristorante ogni martedì sera.

Il giorno del suo sessantaquattresimo compleanno Costanza eredita un antico convento a Civita di Bagnoregio, il suggestivo borgo che sprofonda lentamente, dove sono rimasti appena nove abitanti. Glielo ha lasciato il padre, ex partigiano, il mitico comandante Athos, che vi si era ritirato in solitudine dopo la vedovanza.

Che fare di questa eredità?

Nella consueta cena del martedì, annuncia: “Ho deciso che posso fare tutto. Tutto quello che mi sono negata per tutta la vita e tutto quello che ho smesso di fare perché sono troppo vecchia per farlo. Tutto.”

Nasce così “un progetto vagamente sconsiderato”: ritrovare i compagni con cui a vent’anni ha condiviso l’esperienza di una comune a Milano e proporre loro una nuova comune, questa volta per invecchiare assieme in un luogo simbolico: Civita di Bagnoregio, la città che muore.

Tra l’affettuosa incredulità dell’ex marito e del figlio e la distratta accondiscendenza delle amiche, Costanza inizia a cercare gli ex giovani della comune milanese, e con loro, forse, la sua stessa giovinezza.

Che fine hanno fatto? Come sono cambiati in un tempo così lungo? Chi ha mantenuto fede agli ideali di allora, e chi li ha rinnegati?

Il romanzo si snoda in un sapiente intreccio tra il presente della neopensionata Costanza, e il suo viaggio nel passato. Cinquecento pagine che non annoiano, dove il ritmo serrato si alterna a momenti di pacate riflessioni, spesso ironiche, sui temi della generazione cui la stessa Autrice appartiene.

Sono i temi in cui anche noi ci riconosciamo: l’inquietudine per la vecchiaia e i tentativi più o meno riusciti di esorcizzarla, il rapporto con i genitori e con la loro morte, e quello con i figli.

Ravera racconta con particolare efficacia le emozioni del ritrovarsi tra gli ex ragazzi che hanno condiviso un tratto di strada in un tempo ormai remoto.

E’ un fenomeno dei nostri tempi, molti di noi lo hanno sperimentato. Da quando Internet ci ha permesso di recuperare le persone del nostro passato, in molti abbiamo provato la straniante sensazione di sovrapporre l’immagine dei ragazzi di un tempo a quella degli adulti sbucati dal passato, e l’esperienza è stata foriera di emozioni, non tutte e non sempre indolori.

Lidia Ravera ha già scritto due romanzi sul tema dell’età che avanza: Piangi pure (Bompiani, 2013) e Gli scaduti.
Contestualmente all’uscita de Il terzo tempo, ha inaugurato l’omonimo blog dal sottotitolo suggestivo: “Come invecchiare senza essere vecchi. Prontuario per abitare il tempo, senza permettergli di fare di noi quello che vuole.”

Lidia Ravera, Il terzo tempo, 2017 Bompiani

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