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Quante responsabilità, cari sessantenni !

Le condizioni di vita di noi sessantenni stanno cambiando velocemente.

senior pensierosi

senior pensierosi

Superata ormai da un decennio e più l’immagine del pensionato inattivo che tira i remi in barca e che spende oziosamente la sua residua esistenza, da qualche tempo – diciamo da uno o due lustri – si è affermata la figura del senior che può vivere una nuova fase di vita in modo completo e attivo, che ne esplora le opportunità e che sa godere dei vantaggi derivanti non solo dalla maggiore longevità, ma anche da migliori condizioni di salute e di benessere.

L’inizio di questa fase di vita nuova, ancora non molto tempo fa la descrivevo così: “Diminuiscono o si diluiscono gli impegni lavorativi, familiari, sociali e ti puoi godere il tempo liberato e una nuova sensazione di leggerezza”.

Oggi però sta avvenendo un’altra trasformazione: un passaggio dal disimpegno e dalla leggerezza a nuove e pressanti responsabilità.

Intendiamoci, la figura sociale del senior ancora attivo e capace di vivere un’esistenza piena si sta sempre più affermando e diffondendo, ma con questa non piccola variante: che al tempo liberato e alla sensazione di leggerezza si sta aggiungendo un carico significativo di nuove responsabilità, una volta non attribuite alle persone di questa età.

Vuoi perché i senior di oggi sono effettivamente dotati di risorse (economiche  e non) che altre generazioni non hanno, vuoi perché demograficamente stiamo diventando l’esercito più numeroso e nessuna società può permettersi di non chiedere il nostro contributo, di fatto sta succedendo che le aspettative nei confronti delle sessantenni e dei sessantenni si stanno alzando.

Succede così nelle famiglie, nella società, talvolta anche nelle organizzazioni di lavoro.

Ad esempio, sorprendeva, fino a poco tempo fa, la situazione del sessanta – settantenne che a quest’età invece di essere “aiutato” dai figli, come è sempre successo dalla notte dei tempi, si prendeva al contrario ancora cura di loro anche se ormai anagraficamente adulti.

E la situazione del senior che provvedeva alle esigenze del genitore over80 non più autosufficiente era, ancora nel passato recente, abbastanza rara, in linea con la longevità di allora.

Oggi queste situazioni sono assai più frequenti e soprattutto si sta consolidando la convinzione, nel “pensare comune”, che queste sono responsabilità a cui il senior non può sottrarsi.

generazione-sandwich

generazione sandwich

La nuova centralità familiare del sessanta-settantenne risiede nella disponibilità di risorse (tempo, energia, mobilità, casa, soldi) che alle generazioni più giovani o più anziane spesso mancano, così che la “generazione sandwich” non risulta più una bizzarrìa ma una nuova regola sociale.

Anche nei dibattiti pubblici in cui si discute dei rapporti tra generazioni si è ormai consolidata l’idea che i senior abbiano delle responsabilità sociali nei confronti delle generazioni più giovani. Che la prospettiva sia accusatoria (“voi avete creato il debito pubblico, vi godete laute pensioni che i giovani non si potranno mai permettere e state dilapidando le ultime risorse!”) o che sia assolutoria (“mai nessuna generazione come quella dei baby boomers ha dato e continua a dare un contributo più grande alla società!”), il sottofocdo è comunque quello della “chiamata alle responsabilità” dei senior.

Se una decina di anni fa il sessantenne che si poteva permettere una pensione “dorata” e spensierata era al massimo oggetto di invidia, oggi i pochi che godono ancora di quella condizione sono destinatari di una vera riprovazione sociale. E anche per questo si guardano bene dal dichiararlo e farlo sapere in giro.

Persino in alcune organizzazioni di lavoro qualcosa sta cambiando nella stessa direzione. Se nella maggior parte delle aziende permane come opzione privilegiata quella di “far uscire” il costoso senior il prima possibile, è anche vero che quelle più “illuminate” identificano nuovi spazi di responsabilità per il sessantenne: non tanto di mantenimento delle posizioni di comando tipiche di quando si è all’apice della carriera, quanto piuttosto di trasferimento dell’esperienza e delle competenze ai più giovani, di accompagnamento delle nuove leve nella crescita professionale.

In generale, dunque, il futuro appare segnato da un aumento del peso di responsabilità per il senior.

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