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Ricerche

Sentirsi bene senza pensieri

La ricerca “Giovani e anziani in primo piano. Close Up”, a cura della FNP CISL offre molti spunti di riflessione sulla questione del rapporto tra generazioni, mirati a sviluppare un pensiero e una azione di trasmissione socio-culturale tra esse. Con una serie di articoli vi racconteremo alcune tematiche affrontate dalla ricerca. In questo terzo articolo scopriremo come si sentono, a livello di salute, giovani e senior e qual è la loro prospettiva sul futuro

uid_1579fa69943Per indagare la percezione dello stato di salute degli individui si tengono presenti due indicatori sviluppati a livello internazionale: la componente fisica e quella psicologica. Questi indici, in media, con l’avanzare dell’età, decrescono, come è ovvio supporre. Dalla ricerca a cura della FNP CISL, però, è emerso che solo una bassissima percentuale di senior italiani tra i 65 e i 70 anni, rileva un graduale peggioramento della propria salute, con l’avanzare dell’età, che invece considera ben stabile.

Con gli anni la salute è un fattore discriminante, che determina il “posso o non posso” fare e la ricerca conferma, come hanno già dimostrato diversi studi, tra cui “Un ritratto dei nuovi senior: generazioni a confronto”, che la maggior parte dei senior gode di un buono stato di salute.

Il 63% degli intervistati dichiara che la propria salute è rimasta inalterata (66,8% dei 65-70enni e il 57,2% degli over 70) e per il 3% è addirittura migliorata. Riguardo al genere sono le donne ad avere una percezione maggiormente negativa del proprio stato di salute anche a parità di classe d’età e questo potrebbe dipendere o da una situazione realmente peggiore a causa di meccanismi di selezione biologica che determinano la sopravvivenza di meno maschi ma più sani, sia da un maggior pessimismo femminile, sia da una minore ritrosia da parte dei maschi nel rappresentare la propria situazione come negativa. Riguardo al futuro, alla domanda su una possibile preoccupazione di un peggioramento delle proprie condizioni di salute, le risposte sono state molto prudenziali: un 26% ha risposto “così così”, il 20% poco e un 15,6% per nulla.

Nel confronto con i giovani si evince che anche questi hanno una buona percezione della propria salute e che per l’11% è addirittura migliorata. Per la maggior parte la propria condizione è rimasta invariata (73%) ed è bassa, e riguarda soprattutto le donne, la percentuale di coloro che la definiscono peggiorata, 13,7%.

Confrontando quindi la percezione della propria salute tra le due generazioni emerge che per entrambi la salute peggiora con l’avanzare dell’età, anche se, dato molto particolare, il futuro preoccupa più i giovani (34% contro il 2%), mentre il 27,3% dei senior non ritiene necessario preoccuparsene più di tanto.

Campione: La rilevazione ha interessato 1005 persone con un’età compresa tra i 65 e il 75 anni (53,6% donne – 46, 4% uomini) e 1003 persone con età compresa tra i 18 e i 29 anni (50,6% uomini – 49,4% donne).

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