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Psicologia e longevità

Invecchiamento al maschile

Invecchiare, non è mai stato un compito facile per nessuno.

Oggi lo vediamo al maschile.

L’uomo che invecchia è principalmente alle prese con la necessità di ridisegnare un nuovo profilo di virilità, perché tendenzialmente invecchiare, lo k44636053fa sentire colpito almeno in tre aree fondamentali della sua identità: la forza fisica, la conquista amorosa e la prestazione sessuale, la competizione con gli altri maschi.

Forza fisica: Facevo quella salita in un’ora e arrivavo senza fiatone. Oggi la faccio in due ore e arrivo in cima provato.

E’ innegabile: invecchiando la massa muscolare e quindi la potenza fisica subiscono una costante diminuzione.

Un dato oggettivo che dà luogo a reazioni diverse, raggruppabili in una sorta di continuum fra due estremi opposti: da una parte quello di una rassegnazione impotente che porta a lasciarsi andare, dall’altra quello di una spinta del fisico oltre i limiti naturali. Le immagini eloquenti di alcuni body builders americani ultrasessantenni sono a mio avviso, tanto esemplificative quanto raccapriccianti. Una vita fra steroidi e forsennati allenamenti.

La terza strada, la più difficile, sicuramente la più feconda, è quella del prendersi cura del proprio corpo. Aiutarlo a tenere allenate le capacità realistiche di cui dispone. Imparare a conoscerne i nuovi tempi, ritmi, assecondandoli e utilizzandoli, magari con un esercizio, non estremo ma costante.

Una strada non solo più appropriata al corpo. Una strada che dà frutti, forse ancora più preziosi, alla mente.

Prendersi cura del proprio corpo in modo realistico, imparando sia a proteggerlo, sia a mantenerne le capacità, predispone infatti la mente più facilmente, almeno verso due cose: a una sorta di gratitudine innanzitutto per quanto ancora il corpo ci mette in grado di fare, e in secondo luogo a una nuova qualità di soddisfazione; quella legata a una conquista più guadagnata e quindi meno scontata.

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Se pensiamo a un ragazzo che fa la salita in un’ora, la sua soddisfazione è legata più all’avere spinto al massimo tutto ciò di cui la natura, per età, lo dota naturalmente in termini di energia, di forza muscolare e di resistenza. Raggiunta quella cima è pronto a ripartire per la prossima più difficile.

In età matura le cose cambiano: il raggiungimento di una vetta è meno scontato. L’esercizio, l’ impegno, l’autodeterminazione che ha richiesto, regalano allora il sapore di una conquista più meritata e guadagnata.

Insomma stessa cima e due diversi modi di sentirsi forti e validi.

Attrazione e sessualità:

Devo accontentarmi di una coetanea? Capita non sempre, ma abbastanza di frequente, che si dia un’accezione di disvalore alla prospettiva, entrati nella maturità, di conquistare o di essere conquistati da una coetanea o giù di lì. Si finisce con il sentire questa prospettiva di serie B o peggio come l’anticamera della fine del gioco della seduzione e dell’amore.

Non di rado però questa drastica e avvilente conclusione, si lega a un naturale divario, ma sul quale lavorare, fra mente e cuore: se la mente di un sessantenne ha piena consapevolezza di non potere facilmente fare colpo su una ventenne, talvolta il suo cuore vede in questa impossibilità, una disconferma della sua virilità, al di là di ogni consapevolezza razionale in merito.

Certo attrarre una donna giovane significa in modo più immediato sentirsi ancora vivi, capaci e forti e noi stessi ancora giovani e affascinanti. Se consideriamo però come parte importante del fascino e dell’attrazione e della soddisfazione sessuale, elementi come la complicità, la conoscenza di sé, lo sguardo più snebbiato su chi siamo e cosa vogliamo dall’altro, certo queste cose, pur con le dovute eccezioni, sono sicuramente più condivisibili con una coetanea.

In vecchiaia come in tutte le età della vita.

Un discorso che vale anche nell’area sessuale, nella quale vanno altrettanto rivisitati gli obiettivi e aree di soddisfazione. Ad esempio alla gratificazione che regalano potenza, prestazioni ripetute, deve potere subentrare di più quella che deriva da una maggiore esperienza e consapevolezza. Spesso elementi essenziali a creare una intimità meno conosciute in giovinezza.

Competizione maschile

I muscoli dotano un uomo, sia di un senso di sicurezza personale, sia della percezione di essere ancora competitivo con gli altri maschi: magari non succederà, ma in caso di necessità due cazzotti li so sempre mandare a segno.

A un certo punto in questa convinzione comincia ad aprirsi qualche breccia che può minare sia il senso di sicurezza personale, ma anche la rappresentazione di sé come ancora in una gara potenzialmente vincente, con gli altri maschi.

Anche qui il passaggio mentale psicologico è fondamentale.

Quello che, senza negare il rammarico di inevitabili perdite, sappia anche valorizzare nuovi punti di forza.

Ad esempio un uomo maturo può sentire come punti a sostegno della sua autorevolezza, l’avere costruito una maggiore sicurezza economica e il poterne disporre; o, in una discussione, sentirsi leader per una maggiore capacità di visione sulle cose e di gestione delle emozioni che gli vengono dall’esperienza. Insomma un’autorevolezza che passa meno dai muscoli fisici, e più da uno status sociale di maggiore solidità, e da una muscolatura, possiamo dire, più mentale.

Si potrebbero fare tantissimi altri esempi. Quelli qui descritti vogliono solo dare il senso di un’ ottica possibile in cui porsi.

Quella del renderci più consapevoli che è innanzitutto la nostra mente che deve trasformare parametri, obiettivi e trovare nuovi riferimenti a sostegno di una virilità che cambia, ma che non si svalorizza. Che deve nel tempo accettare il rammarico di vedere scivolare sullo sfondo la silhouette del ragazzo che si è stati, continuando al contempo a riconoscersi in lui. Non perché rimanga tale, ma perchè possa guidarci nella sua trasformazione. A individuare nuovi traguardi e nuove soddisfazioni. Oggi, se abbiamo la fortuna affatto scontata di stare in salute, ancora a lungo.

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