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Le Vostre Storie

Tempo di coraggio e utopia

La storia di: Giuseppe

Io ho sessantaquattro anni e non sono vecchio o almeno non mi sento tale. Io vorrei stare ancora in mezzo alle persone, aggrapparmi a quello che accade. Ci sono risvegli che sono uguali a quelli dei trent’anni, pieni di amore, pieni di fame, pieni di voglia di stupire e di stupirmi, ma di andare all’università della

opera di Vasily Kandinsky

opera di Kandinsky

terza età o in un centro anziani a giocare a tressette rimpiangendo il passato, e lamentandosi degli acciacchi proprio non mi va. Che poi a tressette io non so nemmeno giocare. E non mi va neppure di rifugiarmi in un cinema a vedere film pornografici e farmi tenere compagnia da tutta quella carne spiaccicata sullo schermo. Che infinita tristezza. Io sono un uomo i cui pensieri, le cui paure sono di pura semplicità. I miei soldi sono contati, la mia casa è dignitosamente piccola, i miei sogni sono come i sogni di chi da sveglio litiga con la realtà nemica e un po’ perfida. Alla mia età nessuno è sicuro di niente ma tutti sperano in qualcosa, e anch’io. Magari qualcosa piena di aspettative ma anche di dubbi. E anche per me si fa più forte il sospetto che i giorni possano contenere ancora qualche sorpresa e non debba rimanere fermo e dignitoso a farmi sfuggire dalle mani la sabbia della mia clessidra. Ci sono giorni interi che se ne vanno come in uno sbadiglio, anni che durano il tempo di una gita scolastica e ci sono minuti che possono contenere tre generazioni. La vita è così interessante che mi piacerebbe restare qui per sempre solo per vedere cosa succede, come va a finire. La vita è bella ad ogni età con i suoi chiodi e le sue carezze.

5 Commenti

  • E’ vero, è vero anche io, a 58 anni, mi sento giovane, ho voglia di vivere, di fare e imparare. Mi aspetto ancora qualcosa di bello e non mi rassegno a “vivacchiare”. Lavoro ancora e certo i problemi economici in questo periodo ci sono per tutti, ma continuo sempre a progettare nuove avventure, nuovi viaggi e sono sicura che questa sia la maniera migliore di andare avanti.
    Con l’augurio che i nostri sogni si avverino

  • ho appena spento 64 candeline e mi ritrovo in quello che dici, giorni che vanno via come sbadigli ed altri che durano un’eternità. L’università della terza età, il centro anziani,nooooo, non mi appartengono eppure ho un buon rapporto con il tempo che passa, mi piace a volte dedicarmi interi giorni di silenzio, in compagnia di un libro, sedermi su una panchina e ascoltare il tempo che scorre,
    Elena

    • Sono d’accordo, leggere dilata il tempo, come ascoltare musica, viaggiare o visitare Città d’arte. Fra tutte, sono queste le mie passioni. Buona vita a te e a chi di te ha cura e amore.

  • Ho più di sessantaquattro anni, sono quasi vicino agli ottanta. Concordo con chi non è interessato nella università della terza età ed altre soluzioni analoghe. Mi piace l’immagine del tempo: minuti che durano generazioni e giorni e anni che passano in un baleno. Io ho ripreso un’attività che avevo da giovane: scrivere. A volte sembra di scrivere sciocchezze, ma ci sono momenti in cui mi sento ispirato e rileggendo quello che scritto, avverto un senso di grande soddisfazione.

  • Ciao sono Margherita il prossimo mese compio 65 noioso non sono vecchia ma la grande solitudine mi fa sentire stravecchia ,Ho tanta voglia di fare un qualcosa che mi ridimensiona mi sento come un pesce fuor d’acqua voglio vivere perché non si può scegliere quando morire riesco a comprendere che se esisto è perché devo far qualcosa che mi piaccia e non quel che piace agli altri voglio sentirmi viva trovare persone con cui parlare ridere piangere urlare chiedo scusa se vi ho ratristratto ma il più delle volte penso che la vita quando si resta solo diventa davvero pesante.

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