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Senior nel mondo

Esteban e Rosa: due senior in Perù in cerca di una soluzione

Esteban ha 65 anni e sta preparandosi per andare in pensione. Ha lavorato in diverse aziende come assistente amministrativo e ha gestito alcune attività in proprio, però non è riuscito ad accumulare in maniera continuativa i contributi pensionistici durante la prima parte della sua vita lavorativa. Dal 1992 ha versato fondi in maniera più stabile su un programma pensionistico privato. Ad oggi è interessato a ritirare una parte Peru_MacchuPicchudel suo risparmio da tale fondo per avviare un’attività con alcuni amici. Lui sa che la sua pensione non sarà molto alta e questo aspetto lo preoccupa. Sua moglie Rosa non è molto d’accordo e preferirebbe che lui scegliesse invece l’opzione della rendita vitalizia offerta in alternativa dal fondo privato.

La discussione tra Esteban e sua moglie rappresenta quello che accade spesso nel Perù di oggi: nazione sudamericana di circa 31 milioni d’abitanti, dove essere over 60 significa fare parte di una minoranza (meno del 10% della popolazione) con una vita non semplice. Come sta accadendo in altre parti del mondo, l’aspettativa di vita dei peruviani sta aumentando e prevede quasi 72 anni per i maschi e 76 per le donne. Il paese ha vissuto diverse difficoltà economiche e politiche in passato e in quel periodo le persone hanno fatto fatica a costruirsi una copertura pensionistica per la loro vecchiaia. Secondo le leggi attuali donne e uomini possono andare in pensione a 65 anni, ma non tutti sono pronti a farlo.

Il Perù è un paese giovane (44% degli abitanti ha meno di 25 anni)[1] e negli ultimi anni c’è stata una forte migrazione verso l’estero proprio delle persone più giovani tra i 18 e 40 anni. I dati ufficiali parlano di piu di 2,5 milioni di peruviani emigrati negli ultimi 20 anni, principalmente verso gli Stati Uniti, Spagna, Cile, Argentina e anche verso l’Italia.[2] Le statistiche del 2016 indicano un fenomeno che si è stabilizzato attorno alle 120.000 persone all’anno grazie anche alle condizioni economiche più stabili nel paese.

Il crescente allungamento delle aspettative di vita degli over 60 unito ad una migrazione intensa di persone giovani, crea condizioni difficilmente sostenibili per il sistema pensionistico del Perù, che al giorno d’oggi si articola in tre diversi pilastri. Da una parte esiste una pensione nazionale, gestita dal Sistema Nacional de Pensiones del Perú (SNP). Si tratta di un programma creato nel 1973, nato dalla fusione di diversi sistemi e casse assicurative.   Attualmente, le persone che vi partecipano contribuiscono per il 13% dei loro stipendio e quando si ritirano – a 65 anni con almeno 20 anni di contributi – ricevono una mensilità fissa con livelli minimi e massimi, non sempre correlata al contributo effettivo versato. Tale situazione crea qualche freddezza e qualche malumore da parte dei beneficiari stessi, soprattutto fra coloro che hanno contribuito maggiormente e che vedono le loro pensioni inferiori a quanto secondo loro avrebbero potuto raggiungere con un risparmio individuale fatto secondo un’altra modalità. Per contrastare parzialmente questa situazione, nel 1992 è stata avviata una serie di fondi privati basati sull’autofinanziamento, utilizzando una modalità di accumulo individuale chiamata “Sistema Privado de Pensiones (SPP)”, che rappresenta oggi il secondo pilastro previdenziale. Il valore della pensione finale di questa modalità contributiva sarà legato ai versamente fatti effettivamente durante la vita lavorativa.

Alla luce dell’esperienza degli ultimi 20 anni entrambi i sistemi coesistono e gli specialisti vedono una potenziale sostenibilità e maggiore stabilità, seppure la situazione sia ancora lontana dall’essere ottimale.

quadri-in-cornice-tessuto-colorato-al-mercato-in-peru-sud-americaIl terzo pilastro del piano pensionistico nazionale è stato creato nel 2015 ed è costituito da un sistema di supporto sociale (“Pension 65”), al quale si accede principalmente dopo aver compiuto 65 anni e che permette alle persone di ricevere una quantità minima di soldi per coprire le più basiche necessità economiche. Questa copertura è indirizzata a persone che vivono in povertà estrema e che non ricevono né pensioni, né sussidi di nessun tipo. Pension 65 offre anche altri servizi quali l’accesso a servizi pubblici, medici e/o di assistenza in generale.

Secondo il Ministerio de Economia y Finanza del paese, quattro persone ogni dieci degli over 65 non ha nessun tipo di copertura pensionistica e ci si aspetta che tale percentuale salirà a sette ogni dieci nei prossimi anni. Inoltre, per coloro che hanno una copertura di qualsiasi tipo, la pensione percepita rappresenta solo il 30% del loro fabbisogno. Il resto deve essere recuperato sia continuando a lavorare che ricevendo aiuti da parte di famigliari e amici. Le proiezioni future indicano che la situazione potrebbe diventare ancora più grave dal momento che, secondo una statistica rilasciata dal Ministero delle Finanze del paese sudamericano, dei 16 milioni di persone che rappresentano la forza di lavoro attiva, solo 2,5 milioni contribuiscono al sistema pensionistico[3].

La stabilizzazione del sistema di lavoro e la creazione di condizioni stabili per assicurare le coperture pensionistiche future sono uno dei traguardi del Perù. Attualmente le rimesse che arrivano dall’estero dagli emigrati sono una fonte importante di ingresso e rappresentano spesso l’unico introito per quasi la metà delle famiglie peruviane[4] . Il governo sta lavorando su un’altra possibile fonte di introito proprio dalla popolazione over 65 ma questa volta straniera. Sono state varate recentemente diverse iniziative e norme per facilitare lo stabilirsi di cittadini stranieri in Perù con lo scopo di dare impulso all’economia attraverso l’indotto di servizi dedicati a questa fetta di mercato. Uno dei requisiti necessari per accedere a questa possibilità è quello di avere una pensione o reddito assicurato di 1.000 Dollari al mese. E in tanti ci stanno pensando, soprattutto dal continente nordamericano, attirati da un clima più caldo, dal costo della vita più conveniente e da una buona copertura ospedaliera di base, soprattutto nelle grandi città.

Rosa sta valutando la possibilità di richiedere la “Pension 65” per sè stessa. Questo introito, unito all’eventuale vitalizio di Esteban, darebbe loro una base alla quale aggiungere l’aiuto che riceverano dai loro figli emigrati in Cile e in Spagna. Non scarta l’ipotesi di poter fare qualche lavoro per arrotondare il loro ingresso, magari nel nascente mercato dell’assistenza ai pensionati provenienti dall’estero….

Nota: Le esperienze contenute nel testo corrispondono a episodi vissuti o testimonianze all’autore e sono rielaborate per una migliore comprensione dei temi. Ogni eventuale somiglianza a persone o situazioni reali è da considerarsi una concidenza.

[1] Fonte: INDEX MUNDI, Peru Demographics Profile 2017

[2] Fonti: INDEX MUNDI ,Peru Demographics Profile 2017 ed “El comercio” (Nov 2016)

[3] Fonte : Ministerio de Economia y Finanzas – LatinFinance, 2016)

[4] Fonti: Instituto Nacional de Estadística e Informática (INEI) e l’Organización Internacional para las Migraciones(OIM), 2011

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