Soluzioni abitative in vista dell’invecchiamento

Era più facile trascorrere gli anni della propria vecchiaia nella propria casa, in passato?

Probabilmente sì, le famiglie erano più numerose e vivevano spesso sotto lo stesso tetto (tipica condizione di chi viveva nelle campagne), e questa cosa offriva un supporto costante e naturale agli anziani, dato dai figli e dai nipoti pronti ad assisterli e a prestare assistenza.

Inoltre, c’erano dei legami comunitari più forti, coi vicini sempre pronti ad aiutarsi a vicenda; questo avveniva anche in città (la vita comunitaria nelle case di ringhiera ne è un esempio) e tutto questo creava una rete di supporto informale che facilitava la vita quotidiana degli anziani.

Inoltre, fino a pochi decenni fa la vita era meno frenetica e permetteva di dedicare più tempo agli affetti ed alla comunità; gli anziani riuscivano così a mantenere più facilmente un ruolo attivo.

Oggi tutto è profondamente cambiato, i ritmi di vita si sono fatti più frenetici, le famiglie sono meno numerose, tutti lavorano e solo pochi possono prendersi carico del supporto di un anziano; anche i legami comunitari si sono fatti più labili e le interazioni tra vicini sono decisamente meno solide.

Diventa necessario, allora, valutare quali possibilità ha un senior di trascorrere serenamente la sua vita, che ricordiamolo sarà lunga. L’aspettativa di vita per una persona di 70 anni è infatti pari a 18,1 anni per una donna e 15,5 per un uomo (1).

Prendere in considerazione per tempo, quando si è ancora autosufficienti, quali potranno essere le soluzioni abitative una volta che non sarà più possibile essere del tutto autonomi a casa propria, è un’operazione saggia.

Ma valutare le diverse opzioni abitative può essere importante anche per cinquanta-settantenni alle prese con il trovare soluzioni per genitori molto anziani, ottanta-novantenni, che necessitano di supporto.

Nel valutare le alternative residenziali, la prima discriminante che bisogna prendere in considerazione è la condizione di salute del senior e la conseguente necessità di assistenza.

Chi ha necessità di assistenza e supporto continui, non dispone di una grande varietà di alternative; se desidera continuare a vivere nella propria abitazione (soluzione che permette di mantenere la propria routine e le proprie abitudini), dovrà trovare un/a Assistente familiare che lo assista per tutta la giornata.

Bello, ma i costi sono impegnativi. Per un contratto a tempo indeterminato, di 40 ore settimanali (8 ore giornaliere), con un Assistente familiare, non formato ma che assista persone non autosufficienti e sbrighi le attività connesse alla gestione della casa, bisogna mettere in budget ca 20.900 € annui, cui si devono aggiungere altri 8.650 € per la persona che dovrà essere presente nei due giorni di riposo; per una Assistente famigliare convivente (54 ore settimanali) il costo sarà pari a ca 18.400 € annui, oltre ai costi per il suo mantenimento (2). Naturalmente nel caso si richieda la presenza per un numero di ore superiore, i costi saranno da incrementare proporzionalmente.

Sempre per chi non è più autosufficiente, l’alternativa all’Assistente famigliare può essere il trasferimento in una Residenza Sanitaria Assistenziale, che offre un’assistenza sanitaria continua, anche in caso di gravi patologie e con personale qualificato. Naturalmente si perde il calore della propria casa, l’ambiente può risultare freddo e impersonale, ma comunque viene fornita una seppur minima socialità.

Il costo di una RSA, seppur alto può essere competitivo con la soluzione domiciliare (il costo medio, rilevato LIUC Business School, è di circa 24.900 € all’anno, ma in certe strutture si possono anche superare i 3.000 € mensili); in molti casi, però, le rette si riducono grazie a dei contributi pubblici.

Se il senior invece è autosufficiente, o comunque ha una condizione di salute che richiede solo il supporto di eventuali servizi a domicilio, le alternative residenziali diventano più interessanti e numerose, vediamone alcune.

Alloggi assistiti – con questo termine (che nel nostro paese assume diverse denominazioni, come alloggi protetti, alloggi sociali, mini alloggi per autosufficienti, gruppi appartamento, ecc.), s’intende un gruppo di piccoli appartamenti specificamente adattati per gli anziani; appartamenti che vengono dati in affitto e permettono di vivere autonomamente, in un contesto però adeguato grazie a dei supporti esterni.

Sono alloggi destinati a singoli o a coppie, in grado di autogestire le principali attività di vita quotidiana a cui vengono forniti servizi in grado di facilitare la loro vita (pulizie della casa, accompagnamento nella spesa, piccole assistenze sanitarie, ecc.).

Il costo da prevedere per questo genere di alloggi varia in funzione della superficie dell’abitazione, del numero di occupanti e dei servizi compresi; indicativamente possiamo considerare un budget minimo di circa 10.500 annui, (monolocale + pulizia per 1 persona), cui si devono aggiungere eventuali servizi socio-assistenziali e infermieristici (3). Nelle grandi città, come ad esempio Milano, è necessario disporre, però, di budget più consistenti.

Cohousing – Rispetto alla soluzione precedente, si tratta di gruppi di alloggi (di proprietà o in affitto), corredati da spazi comuni destinati all’uso collettivo e alla condivisione tra i coinquilini (la cucina, la lavanderia, il giardino, la biblioteca, ecc.). E’ una soluzione molto diffusa nel nord Europa che, secondo numerosi studi, presenta grandi benefici dal punto di vista fisico e psicologico per gli utenti. Utenti che mantengono la propria vita privata con stanze dedicate, e condividono con gli altri alcune attività quotidiane (cosa utile per combattere la solitudine e l’esclusione sociale).

Anche con questa forma di coabitazione, oltre agli spazi condivisi ed al supporto che gli utenti si possono dare l’un l’altro, possono essere presenti alcune forme di assistenza sanitaria leggera.

Il budget da mettere in preventivo per un cohousing può essere molto variabile: mediamente 8.400 € annui per il cohousing pubblico o comunque sussidiato, cifra che può arrivare anche a 22.800 € (4) per delle forme di cohousing privato che prevedono anche la pensione completa.

Se poi il silver è autosufficiente, desidera vivere nella propria casa, ma anche rompere un po’ la routine quotidiana e la solitudine, ci sono degli interessanti progetti di Coabitazione intergenerazionale tra giovani e anziani. Quella più nota è a Milano e si chiama “Prendi in casa”, (ma ci sono anche delle piattaforme sul web che propongono attività simili in altre città, come ad esempio Padova).

Essa prevede la coabitazione tra un residente, che dispone di uno spazio in più in casa, e un giovane studente, o lavoratore, non residente a Milano ma in cerca di una sistemazione. In questo modello, sono gli ospiti che contribuiscono alle spese famigliari con un rimborso di 250-280 euro mensili e collaborano nella gestione della quotidianità (5).

Riepilogando, per trascorrere i prossimi anni con piacere e serenità oggi i silver hanno a disposizione diverse alternative residenziali; ciascuno, in funzione del proprio livello di autosufficienza, del proprio interesse alla socialità e delle disponibilità economiche, può scegliere tra una ampia gamma di soluzioni per individuare quella che più si avvicina ai suoi desideri.

Vuoi leggere i precedenti articoli della sezione Previdenza e condizioni economiche? Leggi qui

Foto Arnauld van Wambeke da Pexels

  • (1) Fonte ISTAT
  • (2) Fonte https://doemploy.app/it/
  • (3) Fonte Fondazione Restelli onlus
  • (4) Fonte Nomisma
  • (5) Fonte Associazione Meglio Milano

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Egidio Vacchini, nel 1994 è stato tra i fondatori di Progetica. Dopo una lunga esperienza nella gestione delle reti di vendita di servizi finanziari ha focalizzato la propria attenzione verso lo studio del rapporto tra ciclo di vita e indebitamento. Su questo argomento è stato autore, coautore o ha fornito contributi sull’argomento di cinque libri, partecipa a trasmissioni televisive, scrive articoli sulla stampa specializzata, quotidiana e periodica. E’ uno dei fondatori di Eqwa s.r.l. Impresa Sociale, creata per diffondere e sviluppare riflessioni, studi e comportamenti orientati alla persona nella sua interezza, per supportarne il benessere attraverso sistemi e strumenti di welfare.

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