Il Terzo tempo? Un buon momento per esercitarsi a cambiare!

E’ questo l’invito di Age Pride, lo spettacolo portato in scena in questi mesi da Alessandra Faiella. L’attrice prende il testo di Lidia Ravera, uscito nel 2023, lo macina, la fa suo e lo restituisce al pubblico con ironia e umorismo.

Alessandra Faiella e Chiara Piazza nello spettacolo Age Pride

Provocazione? Sì, nella prima parte l’artista ripercorre molti degli stereotipi che ingabbiano anziani e anziane in immagini precostituite e attacca le mode che vorrebbero le donne (soprattutto loro) immerse nella ricerca di una eterna giovinezza a caccia di creme miracolose, di trattamenti straordinari, di macchine spianarughe. Sempre in lotta con le palpebre scese, le carni tremule, il collo cascante…

Ma perché? Perché rincorrere false chimere e affannarsi tanto a negare la realtà? Perché non provare invece a sperimentare la nostra età, il nuovo che ci viene dato, un terreno sconosciuto tutto da esplorare con l’emozione della nuova conquista ma anche con il senso di responsabilità di chi ha già vissuto tanto, e visto, e sperimentato.

Perché la vecchiaia, ai giorni nostri, è un periodo lungo, da vivere con consapevolezza ma anche con gioia, valorizzando le conquiste fatte. Essere vecchi vuol dire avere una storia, rinunciare agli anni significa rinnegarla.

E basta quindi, con gli eufemismi! Con le parole usate per definirci, i sinonimi che tentano di alleviare la durezza dei dati, del termine ‘vecchio’, per esempio, che non piace, certo, ma che non serve camuffare con sinonimi quali “over”, “senior” o peggio ancora, “silver”. Semmai, coniamone noi, di definizioni, quelle che ci piacciono, che ci rappresentano davvero. E così nasce Grandi adulti, espressione che dà conto dell’orgoglio di avere vissuto, di volere continuare a vivere, e di sentirsi grandi, appunto.

“Una vecchiaia così lunga ti obbliga a lavorare di fino. Servono una pazienza zen, una resistenza spericolata e una creatività costante, senza cedimenti alla routine.”

Ed è questo lo spirito dello spettacolo: un invito divertente ma anche animato e accalorato a guardare al futuro, ad accogliere il rischio. “Io accetto la sfida” dice ad un certo punto l’attrice: la sfida a vivere questo tempo lungo con coraggio, senza nessun modello a cui rifarci. Arrediamo questo spazio, rendiamolo abitabile, magari anche accogliente. Proviamoci, passiamo all’attacco, facciamola, questa rivoluzione!

Ed è questa l’esortazione con cui si chiude lo spettacolo.

Da vedere perché aiuta a stare meglio, a guardare se stessi e il mondo intorno a noi con occhi diversi, lucidi ma anche emozionati e fiduciosi, in marcia verso il futuro che ci attende.

Alessandra Faiella sostiene per oltre un’ora uno show energico e brillante, in dialogo costante con il pubblico, che viene a più riprese reso protagonista, e con il violoncello di Chiara Piazza, in un canto e ‘controcanto’ appassionato. Le immagini proiettate sono di Cinzia Leone.

Iniziata a ottobre 2024, con una lunga permanenza a Milano al Teatro Parenti, la tournée continua nel 2025, per concludersi il 14 febbraio a Bra e il 18 marzo a Trieste.

tratto da Age Pride di Lidia Ravera (ed. Einaudi)

con                  Alessandra Faiella
Violoncello     Chiara Piazza

Regia              Emanuela Giordano
Musiche         Giovanna Famulari
Immagini       Cinzia Leone

 Produzione   Teatro Franco Parenti in collaborazione con Fondazione Ravasi Garzanti.

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Ha insegnato Lettere per trent’anni in scuole a “tempo prolungato” e ne va molto fiera. Ha condotto laboratori di animazione nella Scuola Secondaria di Primo Grado, nella Scuola dell’Infanzia, e in centri di aggregazione giovanile. Nel 2013 è stata fra i fondatori della associazione culturale Cicogneteatro, ha collaborato con case editrici nell’ambito dell’editoria scolastica, realizzando apparati didattici e documentali.

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