Alla ricerca dell’identità perduta
La storia di Roberto
Buongiorno a tutte e tutti!
Vedo che in questo sito molti raccontano le proprie vicende e qualcuno riceve consiglio. Anch’io vi racconterò che cosa sto attraversando in questo periodo e mi sarà d’aiuto avere i commenti di chi è già passato da quello che sto provando io.
Dunque, mi chiamo Roberto, ho 67 anni, ho avuto finora una vita abbastanza normale, quasi banale si potrebbe dire, se non fosse che a me è piaciuta e mi ha dato molte soddisfazioni.
Da 40 anni con la stessa compagna di vita, tre figli che hanno studiato e poi hanno preso il volo, amante della bicicletta e un lavoro che mi accompagna da quando mi sono diplomato perito elettrotecnico.
Ecco, il lavoro. E’ qui il problema.
Cioè, il problema non è il lavoro in sé, ma il fatto che da qualche mese sono andato in pensione e da allora mi sono reso conto dell’importanza che aveva per me.
Ho fatto una discreta carriera in tre diverse aziende, prima come tecnico poi negli ultimi anni come responsabile del settore tecnico. Avevo responsabilità, ero considerato competente, lavoravano con me molte persone e per me i rapporti uman sono sempre stati una linfa vitale malgrado la mia provenienza tecnica. Oltre al mio ruolo familiare, avevo un chiaro ruolo lavorativo in cui mi identificavo e, lo ammetto, mi dava sicurezza.
Poi da un giorno all’altro, puf!, tutto finito.
Niente più lavoro, ruolo lavorativo e routine quotidiana! “Ma sai quante cose si possono fare in pensione!” – mi hanno detto tutti.
Sono d’accordo, si possono fare un sacco di cose che prima non c’era il tempo nemmeno per pensarle. E mi sono dato da fare, naturalmente: più pedalate, amici che non frequentavo da tempo, lavori e lavoretti in casa che attendevano da anni.
Ma non è questo il punto. Il punto è che mi manca un’identità precisa.
“Ma chi sono ora?” mi domando ogni tanto. Qualche giorno fa ho dovuto presentare un documento in Comune e alla domanda: “professione”, sono rimasto con la penna in aria finché – molto riluttante – ho scritto con fastidio il fatidico “pensionato”.
E gli altri come mi vedono adesso? Non è facile passare da un’identità forte e precisa come quella che ti dà il lavoro a una non-identità come quella attuale.
Sicuramente altri prima di me ci sono passati da questa situazione. Come avete fatto a superarla? Grazie.
Vuoi leggere le precedenti storie pubblicate su Osservatorio Senior? Clicca qui
Foto di Larisa Koshkina da Pixabay












