Viaggio di studio con Erasmus Plus in Spagna

Entrando a Cordoba dalla porta Almodovar insieme ai miei tre colleghi, ci hanno accolti gli stretti vicoli della Judaria, l’antico quartiere ebraico.  Le vecchie case di pietra dai muri imbiancati, i balconi di ferro battuto straripanti di fiori, le strade strette e lastricate del centro storico senza traffico, le piazzette animate, le piante di jacaranda fiorite, ci hanno regalato il mood della città.

Patio Palacio de Viana

Così sono iniziati i nostri 5 giorni di mobilità a Cordoba, di impegni e di studio con un “Job Shadowing” di Erasmus+ programmato dalla nostra Unitre di Fossano, in collaborazione con Trading Europe di Cordoba, che ci ha messo a disposizione una tutor.

Con lei siamo entrati in contatto con diverse organizzazioni e istituzioni tra cui Caritas, Salesiani, Entreculturas e altre, in un tracciato finalizzato alla conoscenza dei percorsi attivati di accoglienza e accompagnamento all’integrazione di immigrati, minori non accompagnati, richiedenti asilo e svantaggiati.

Gli incontri ci hanno permesso un interessante confronto tra la realtà migratoria in Spagna e quella in Italia. Diverse le provenienze dei migranti: in Spagna oggi la maggioranza è sudamericana e conosce la lingua, ma ci sono anche migranti provenienti dal Marocco e dall’Africa subsahariana.

Diverse le legislazioni: in Spagna è maggiore la possibilità di regolarizzazione di chi entra irregolare, diverso l’atteggiamento nei confronti dello straniero: è infatti riconosciuta l’importanza dei migranti per la crescita economica della Spagna.

Uguali ai nostri i problemi che affrontano i migranti (casa, lavoro, inserimento sociale) e molto simili le modalità di aiuto e accompagnamento che le associazioni mettono in atto per aiutarli nel loro progetto di vita in integrazione e autonomia.

Molto importante l’impegno economico che lo stato spagnolo mette a disposizione; adeguate le tipologie di professionisti (psicologi, avvocati, sociologi, insegnanti, assistenti sociali…) che rispondono ai loro bisogni, rigorosa la serietà professionale richiesta agli operatori che sono affiancati da volontari che gestiscono attività manuali e ludiche e vengono formati attraverso brevi corsi e costantemente supportati da professionisti.

Un manifesto

Mi ha colpito la grande attenzione alla fragilità emotiva di persone che hanno vissuto e vivono situazioni di emergenza, la necessità di un’accoglienza empatica, un costante riconoscimento della loro dignità, e la tensione verso un progetto di vita autonoma.

Naturalmente grande l’importanza data alla conoscenza della lingua spagnola che funge da ponte per promuovere la conoscenza della cultura e del territorio locale, e la convinzione che l’inclusione sociale degli immigrati attraverso percorsi di apprendimento linguistico sia un pilastro fondamentale per una piena integrazione e un’autonomia lavorativa ed economica.

Calda ed empatica l’accoglienza ricevuta in ogni visita: in particolare l’ho vissuta ballando il flamenco con i senzatetto, l’ho praticata come allieva in una classe di spagnolo per stranieri, anche io straniera tra gli stranieri.

Da queste visite è emersa la chiara convinzione che il disagio, la povertà, la non inclusione possono essere affrontati seriamente, senza buonismo, con professionalità, rispetto della dignità e della storia delle persone e con progetti mirati per il loro futuro.

Non è mancato il turismo fai da te in questa splendida città con l’antica Mesquita e il campanile, proprio di fronte al nostro hotel, le mura romane di pietra color ocra, il Guadalquivir, attraversato dal ponte romano, l’Alcazar: la residenza dei re cattolici e il Festival de Los patios, che si svolgeva proprio in quei giorni: infatti I cortili delle abitazioni erano aperti e si offrivano ai visitatori con i loro straripanti arredi di piante, alberelli, fiori, azulejos, inebriandoci di bellezza, di colori e di profumi.

Abbiamo anche gustato la grande varietà di tapas, la rabo de toro, la carillada e la paella ……  “me encantano”… diceva il nostro cameriere esortandoci alla scelta di piatti spagnoli.

Ho salutato Cordoba portandomi dentro la consapevolezza che è possibile costruire accoglienza e convivenza tra diversi: ce lo insegna la storia di questa città, dove nel Medioevo convissero pacificamente Musulmani, Cristiani ed Ebrei.

Foto a cura di Silvia Ghidinelli

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Silvia Ghidinelli è Presidente dell’Unitre di Fossano e cura l’invecchiamento attivo dei senior della sua città, anche come docente del Laboratorio “Piacere di leggere”. E’ membro attivo dell’Associazione culturale Cicerone e si spende per far conoscere agli studenti l’arte del territorio a Km 0. Si dedica quindi ai senior e ai giovanissimi

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