Spiritualità laica

Richard Brown, britannico residente in Sicilia, è un pioniere delle cerimonie laiche in Italia. Autore di vari testi e già docente all’Università di Messina, dal 1995 ricopre la carica di Console Onorario Britannico.

Con Richard vogliamo esplorare cosa significa avere un approccio non religioso alla vita.

Richard Brown

Qual è la differenza tra un funerale cattolico ed uno laico?

Sono entrambi riti di passaggio, celebrazioni che rispondono ad un bisogno profondo della natura umana già presente nelle società arcaiche.

Il funerale cattolico è centrato sul mistero pasquale: la morte e risurrezione di Cristo e, alla fine dei tempi, la risurrezione dell’umanità. Il funerale laico è invece incentrato sulla persona scomparsa, dedicato al ricordo e all’elaborazione collettiva del lutto. Il principio fondante è la lealtà, verso chi non c’è più e verso chi resta.

Cosa significa lealtà?

Significa ricordare una persona per com’era davvero, nella sua interezza. Non si tratta di emettere giudizi, ma di onorare un’esistenza senza ridurla o edulcorarla. In ogni cerimonia, cerchiamo parole che restituiscano la verità di una vita, con rispetto per il defunto e per chi gli ha voluto bene.

Ci sono funerali ‘semplici’, che raccontano percorsi lineari e condivisi, e altri più complessi, segnati da distanze, fratture, talvolta da aspetti delicati e difficili da esprimere ad alta voce. ‘Elefanti nella stanza’, per così dire. Il compito del celebrante non è quello di forzare queste verità, ma di accoglierle con sensibilità e offrire uno spazio in cui possano coesistere visioni diverse, nel rispetto reciproco.

Ricordo una cerimonia in cui le due comunità della persona defunta – quella d’origine, dalla quale si era dolorosamente allontanato per vivere liberamente la propria identità sessuale, e quella nuova, affettiva, costruita lontano – si sono ritrovate unite intorno alla bara, nel dolore, nell’affetto e in una convivenza silenziosa di verità diverse. In casi così, la lealtà è anche mediazione: ascoltare, comprendere, scegliere parole giuste che uniscano, senza cancellare. Raccogliere le informazioni, con attenzione e rispetto cercare le parole giuste per tenere insieme le diverse verità. Qualche volta è difficile. Ci vuole sensibilità.

Hai mai celebrato cerimonie per persone di cui non condividevi il comportamento in vita?

Si, certo. Il celebrante può rifiutare l’incarico se non se la sente. Ma se accetta bisogna essere professionali e seguire al meglio la regola della lealtà verso tutti. Durante la formazione degli operatori insistiamo molto su questo, non ci si improvvisa in questo mestiere.

Ma non ci sono solo i funerali

Le cerimonie laiche riguardano qualsiasi momento della vita che le persone vogliano fermare e celebrare: matrimoni, separazioni, nascite o mancate nascite, il saluto prima della propria morte. Tutti gli eventi hanno una struttura comune che ruota intorno al significato profondo della cerimonia, che noi chiamiamo cuore, e lo esprime attraverso il rito, cioè un insieme di parole e di azioni studiato a questo scopo.

Qual è il centro di una vita laica?

Io sono Humanist, termine che in italiano ha un significato diverso rispetto all’inglese. Il manifesto della filosofia Humanist è stato formalizzato nella dichiarazione di Amsterdam del 1952. Sono diversi principi al cui nucleo ci sono precise convinzioni: ragione e metodo scientifico piuttosto che fede e misticismo nella ricerca di risposte alle grandi questioni della vita; attenzione alla crescita e alla realizzazione dell’individuo e dell’umanità tutta; condotta etica verso le persone e il mondo in cui viviamo.

Spiritualità e laicità possono convivere?

Fino a poche settimane fa ti avrei risposto che la parola spiritualità per me non significava assolutamente nulla, un termine confuso e fuorviante rispetto alla realtà del qui ed ora.

Ho partecipato ad un convegno di studi sulla morte. Una giovane ricercatrice, che lavora in un hospice, ha presentato una relazione in cui ha proposto di rivalutare la parola spiritualità. Quando si è a contatto con i morenti, diceva, ignorare la loro pressante ricerca di significato sulla vita e la morte perché siamo convinti che non ci sia una risposta scientifica e razionale, vuol dire far loro del male. È necessario avere un atteggiamento di ascolto e apertura verso un bisogno così profondo e diffuso. L’unica parola che la ricercatrice ha trovato per definire questo atteggiamento è spiritualità. Non è la risposta in sé che sembra importante, quanto la ricerca stessa, che fatta insieme al morente gli porta conforto e serenità.

Queste considerazioni mi hanno fatto rivalutare la parola. Spiritualità è compassione, accompagnamento e vicinanza agli altri.

La formazione dei celebranti è importante

Fondamentale. Chi si iscrive al corso spesso ha in mente solo i matrimoni, poi “scopre” la ricchezza e la profondità dei funerali. Dedichiamo molto tempo a simulare diverse situazioni per rendere i partecipanti confidenti in tutti i casi che possono capitare.

Che rapporto hai con la tua morte?

La morte in sé non mi fa paura. Come “non ero” prima della mia nascita così “non sarò” dopo la mia morte, e questo pensiero mi dà serenità. Piuttosto mi spaventa il morire: l’atteggiamento legale/amministrativo che è diffuso in Italia non è adeguato al bisogno di una persona che sta morendo.

Vuoi leggere le precedenti interviste della sezione Spiritualità? Leggi qui

Foto da cerimonieuniche.it e da https://humanist.org.uk/richardbrown/italiano/

Per approfondire:

https://humanist.org.uk/richardbrown/italiano/

https://federcelebranti.com/

https://humanists.uk/ceremonies/home/

https://humanists.uk/ceremonies/non-religious-funerals/

Cerimonie Uniche (in italiano)

https://www.cerimonieuniche.it/funerali/

https://www.corriere.it/sette/25_gennaio_11/richard-brown-io-celebro-funerali-laici-c-e-tanto-bisogno-di-esequie-senza-dio-805640ec-4c2c-405e-9e23-3ccba702cxlk.shtml

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Psicologo. Dopo più di 40 anni di lavoro nelle organizzazioni ha deciso di dedicare il suo tempo alla famiglia e allo studio delle religioni e della spiritualità nel mondo.

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