Un pomeriggio particolare
Sento ad un telegiornale regionale la notizia che una OS, cioè un’Operatrice socio-sanitaria di una RSA, cioè una struttura per anziani, ha presentato le dimissioni perché non poteva garantire agli anziani un’assistenza personalizzata di alta qualità, come avrebbe dovuto e voluto.
Infatti le sue mansioni pratiche non le lasciavano il tempo per instaurare un rapporto empatico con gli anziani ospiti, che d’altra parte ne avevano molto bisogno.
La necessità di empatia nei rapporti con gli anziani: è quanto ho sperimentato quest’estate durante una visita in una RSA vicino alla cittadina dove abito. Avevo infatti promesso ad un amico, volontario in quella struttura, di far passare agli anziani più vispi lì ricoverati, qualche ora lieve, con slide di arte, gustandone insieme la bellezza.
Erano una trentina, quasi tutti su una carrozzella, radunati in una grande stanza, attenti e curiosi. E ho subito capito che si aspettavano di entrare in contatto, prima di tutto con me. Mi sono avvicinata e ho fatto un giro tra di loro, chiedendo il nome, l’età…un tocco sulla spalla, su un braccio, una carezza e i loro occhi che mi cercavano: avevano bisogno di esistere attraverso lo sguardo di un’altra persona. Solo così mi è stato facile entrare in contatto con loro e catturare la loro attenzione.
Sapevo che non avrei potuto dire loro che oggi noi anziani siamo in tanti, che la longevità ci richiede di inventarci la vita, in mancanza di modelli …. come potevo dir questo a loro, lì, senza scelte a disposizione, negli ultimi anni della loro vita? E così ho portato le idee di Jean Luis Arsuaga, paleoantropologo spagnolo, che invita a cercare il bello nella vita. Perché la vita non è solo mangiare, dormire, prendere le pastiglie… ci deve essere qualcosa di più, “altrimenti vivere è una merda”.
E questo di più è la cultura: la musica, l’arte, la poesia, la natura, la bellezza… che ci nutrono il pensiero e l’immaginazione.
E così hanno ammirato con me grandi capolavori della Galleria Borghese, di artisti come Bernini che scolpiva i personaggi cogliendoli nella loro mobilità o Canova che li coglieva nella loro bellezza classica, o Tiziano e Caravaggio…
Alla fine ho proposto dei piccoli quadrati, parte di capolavori, chiedendo quale era l’opera da cui erano stati tratti: le hanno indovinate tutte.
Ho distribuito dei cioccolatini girando tra di loro, li ho dati a ciascuno, scambiando qualche parola con loro. Un gruppo di signore mi ha chiesto quanti anni avevo: 81 ho risposto fiera, e una OS, davanti alla mia gonna lunga con spacco e maglietta colorata mi ha detto:
– Ma lei non si veste come un’anziana!
– Perché, le anziane hanno una divisa? – ho risposto ridendo….
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Paolina Borghese come Venere vincitrice è una scultura neoclassica di Antonio Canova, eseguita tra il 1805 e il 1808 ed esposta alla Galleria Borghese di Roma.
Silvia Ghidinelli è Presidente dell’Unitre di Fossano e cura l’invecchiamento attivo dei senior della sua città, anche come docente del Laboratorio “Piacere di leggere”. E’ membro attivo dell’Associazione culturale Cicerone e si spende per far conoscere agli studenti l’arte del territorio a Km 0. Si dedica quindi ai senior e ai giovanissimi












